E chi è Dijsselbloem?

In casi come la crisi di Cipro dovrebbe rassicurare i mercati e lui invece ha creato il panico: chi è il politico olandese che presiede l'Eurogruppo

Nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 marzo, i membri dell’Eurogruppo, i ministri delle finanze dei paesi che adottano l’euro, hanno trovato l’accordo per garantire a Cipro il piano di salvataggio da 10 miliardi di euro, necessario per affrontare la crisi economica dei conti pubblici del paese ed evitare il collasso del sistema bancario nazionale. Una soluzione dolorosa al termine di una trattativa molto complicata, seguita da alcune giornate molto complicate per le borse europee, segnata tra le altre cose dalle dichiarazioni di una persona che fin qui quasi nessuno aveva sentito nominare: Jeroen Dijsselbloem.

Jeroen Dijsselbloem, 47 anni, è il ministro delle Finanze olandese e neo-presidente dell’Eurogruppo. Fa parte del Partito Laburista olandese (Partij van de Arbeid, PvdA) ed è ministro nel secondo governo di Mark Rutte, un governo di grande coalizione, che si è insediato il 5 novembre 2012. Da gennaio presiede l’Eurogruppo e il Meccanismo europeo di stabilità (MES), il fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro.

Dijsselbloem ha studiato economia agraria all’Università di Wageningen e ha frequentato un master in economia in Irlanda. È entrato nel partito laburista nel 1985, è stato consigliere comunale di Wageningen prima di iniziare a lavorare al ministero dell’Agricoltura sotto il ministro Jozias van Aartsen, dal 1996 al 2000. Dal novembre del 2012 è ministro delle Finanze, il suo provvedimento più importante è stato fin qui la nazionalizzazione di SNS Reaal, un importante istituto finanziario, impedendone così il fallimento.

In un’intervista rilasciata congiuntamente al Financial Times e Reuters, Jeroen Dijsselbloem ha detto che il programma di salvataggio adottato per Cipro rappresenta un modello da poter utilizzare in futuro per altri paesi, se ci dovessero essere crisi finanziarie simili. Solo che Cipro ha un’economia relativamente piccola tra i paesi dell’Eurozona, e durante la settimana le autorità europee avevano detto il contrario. Le sue dichiarazioni hanno spaventato una grossa parte degli investitori, dato che il piano accordato dall’Eurogruppo peserà sugli obbligazionisti più ricchi e i correntisti con più di 100mila euro, che dovranno sostenere le perdite della banca Laiki (Banca Popolare di Cipro).

La reazione negativa dei mercati, la perdita di forza dell’euro nei confronti del dollaro e l’aumento del prezzo delle assicurazioni contro l’insolvenza di alcune banche europee hanno costretto Jeroen Dijsselbloem a rettificare le sue parole, specificando che Cipro rappresenta un caso particolare. Benoit Coeure, che fa parte del Comitato esecutivo della BCE ed è il governatore della Banca di Francia, ha detto che Dijsselbloem «ha sbagliato a dire quello che ha detto», spiegando che la situazione di Cipro aveva raggiunto «un livello incomparabile a qualsiasi altro paese». Dijsselbloem ha creato così una situazione paradossale, scrive Slate: in situazioni simili il suo compito sarebbe rassicurare i mercati, e lui invece ha creato il panico.

Foto: Jeroen Dijsselbloem (JOHN THYS/AFP/Getty Images)

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