10 fotografie di Jeff Wall

Grandi opere di fotografia concettuale dalla mostra Actuality, che apre martedì a Milano

È stata inaugurata ieri e apre oggi a Milano una grande retrospettiva sul fotografo canadese Jeff Wall, curata da Francesco Bonami. La mostra, allestita al PAC, si intitola Actuality e raccoglie 42 opere che provano a tracciare il percorso di un artista considerato una sorta di pioniere della fotografia concettuale. Nato a Vancouver nel 1946, Wall ha partecipato a molti eventi importanti – da Documenta Kassel alla Biennale di Venezia – e ha esposto le sue opere nei principali musei del mondo, come il MoMA di New York (2007), il Deutsche Guggenheim di Berlino (2007) il San Francisco Museum of Modern Art (2008) e la Tate Modern di Londra (2005).

Jeff Wall stravolge una serie di convenzioni della fotografia, riflette sul linguaggio, sullo stereotipo, sulle abitudini visive. Con una serie di opere che spaziano tra temi sempre diversi, dalle relazioni tra persone, alla politica, ai luoghi, alle tensioni sociali, presenta immagini che ricordano, per il formato e la composizione, i quadri dell’Ottocento. Grazie a scelte consapevoli e studiate, Jeff Wall ha pieno controllo sull’immagine e si trasforma in regista pianificando lo scatto nel dettaglio, dalla scenografia, ai costumi, alla luce, alle azioni dei protagonisti: anche se quello che vediamo è stato effettivamente davanti all’obiettivo, quello che pensiamo stia accadendo – il messaggio, il concetto – è allestito e mediato.

In generale le opere di Jeff Wall mescolano pezzi di quotidianità a tensioni psicologiche interiori ispirate a famose opere letterarie. In alcune fotografie questo è più evidente, in altre il gioco si fa più fine e il linguaggio imita banali stili di film qualunque o pezzi di semplice vita quotidiana. La grammatica è vicina al linguaggio della pubblicità: il grande formato di molte immagini, la presentazione di alcune di queste all’interno di lightbox (delle cornici retroilluminate) permettono di osservarne i dettagli sottili.

La mostra resterà allestita fino al 9 giugno al PAC di Milano: è possibile trovare maggiori informazioni sul sito dell’esposizione.

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