• Mondo
  • venerdì 22 Febbraio 2013

Pistorius libero su cauzione

In attesa del processo, ha lasciato il carcere pagando un 1 milione di rand (circa 80.000 euro)

Oscar Pistorius ha lasciato il tribunale di Pretoria dopo aver pagato la cauzione di 1 milione di rand, equivalenti a 85.500 euro, stabilita oggi dal giudice Desmond Nair al termine di una lunghissima seduta durata circa due ore. Nair non ha riscontrato la concreta possibilità di fuga da parte di Pistorius, e non ha ritenuto i precedenti casi di violenza domestica sufficienti per sostenere una propensione alla violenza da parte dell’atleta. In qualsiasi caso, la polizia sudafricana sorveglierà i movimenti di Pistorius per controllare che non fugga all’estero prima del processo. Pistorius dovrà rispettare una serie di altre condizioni stabilite dal giudice, tra cui consegnare il suo passaporto e non tornare nella sua casa a Pretoria.

Nel corso della seduta, Nair è stato anche molto critico nei confronti dell’ex investigatore capo Hilton Botha, che avrebbe commesso parecchi errori, tra cui la possibile contaminazione del luogo del delitto (la notte dell’omicidio Botha non aveva indossato le opportune protezioni sotto le suole delle scarpe).

Stamattina si era conclusa la quarta udienza sull’omicidio della fidanzata, la modella Reeva Steenkamp, uccisa a casa dell’atleta sudafricano la notte tra il 13 e il 14 febbraio. Pistorius le ha sparato quattro colpi attraverso la porta del bagno. La procura lo accusa di omicidio premeditato. Pistorius ha sempre detto di avere scambiato la fidanzata per un ladro entrato in casa.

La tesi dell’accusa
Secondo il procuratore Gerrie Nel, che rappresenta l’accusa, il fatto che Pistorius abbia sparato attraverso la porta chiusa del bagno implica che vada processato comunque per omicidio premeditato, anche se pensava la sua ragazza fosse un ladro, dato che non poteva sapere di chi si trattava né se rappresentasse per lui una minaccia. “Non è come svegliarsi, vedere una persona nella stanza e sparare d’istinto: Pistorius ha indossato le protesi [così ha sostenuto l’ex investigatore capo del caso, Hilton Botha], ha camminato per 7 metri fino al bagno, ha visto che la porta era chiusa e ha sparato, senza preoccuparsi di chi fosse dentro”. Inoltre, secondo le dichiarazioni di Botha, all’arrivo della polizia Reeva Steenkamp indossava un paio di pantaloncini bianchi e una canotta nera – una versione che supporta la tesi dell’accusa secondo cui era vestita – ed era coperta da alcuni asciugamani.

Inoltre, l’accusa ha sostenuto che credere alla ricostruzione di Pistorius significa dare per vero che Reeva Steenkamp non abbia né urlato né pianto dopo i primi spari, una versione che contrasta con quanto riferito da due testimoni nei giorni scorsi. «Da ogni lato la si guardi, la storia di Oscar Pistorius è improbabile», ha detto questa mattina Gerrie Nel. L’accusa si è opposta alla richiesta del rilascio su cauzione, sostenendo che esiste la possibilità che Pistorius fugga all’estero o che cambi le fattezze del viso per evitare di essere riconosciuto.

La tesi della difesa
Pistorius ha detto che lui e Reeva Steenkamp erano insieme in camera da letto, lui guardava la tv, lei faceva yoga. Di notte a un certo punto lui è andato in balcone a prendere un po’ d’aria. Quando è tornato in casa ha sentito dei rumori e pensava che Steenkamp fosse a letto. Spaventato, avrebbe preso un’arma e si sarebbe diretto verso il bagno senza le protesi – ha detto che per questo di sentiva terrorizzato e molto vulnerabile – e aver sparato verso la porta, che aveva trovato chiusa. Pistorius ha detto poi di avere usato una mazza da cricket per sfondare la porta, dopo aver indossato le protesi: nel bagno ha trovato la sua fidanzata, che poi ha portato al piano terra. Inoltre, ha dichiarato che non c’era stata nessuna discussione tra lui e la fidanzata la notte dell’omicidio.

Barry Roux, l’avvocato della difesa, ha sostenuto la tesi del “dolo eventuale”, contrariamente al “dolo diretto” sostenuto dall’accusa: nel primo caso l’omicidio sarebbe avvenuto senza la volontà precisa di uccidere Reeva Steenkamp. Pistorius ha chiesto di essere liberato su cauzione sostenendo che ha intenzione di affrontare il processo; il suo avvocato ha aggiunto che Pistorius anche volendo non potrebbe fuggire, perché le sue protesi hanno bisogno di una continua e costante manutenzione, e perché lui stesso deve essere costantemente tenuto sotto controllo da un medico.

La vicenda dell’ex-investigatore capo Hilton Botha
Nella giornata di giovedì la versione dell’accusa era stata messa in discussione dall’avvocato di Pistorius. Parte delle dichiarazioni su cui si era basato il procuratore Nel per formalizzare l’accusa di omicidio premeditato erano state fino a quel momento dell’investigatore capo Hilton Botha. Ieri mattina, però, dal processo era venuto fuori che Botha era a sua volta accusato di tentato omicidio per una sparatoria contro un minibus dell’ottobre 2011. Inoltre, la deposizione di Botha era sembrata a tratti confusa e la difesa aveva messo in discussione anche le modalità con cui le prove erano state raccolte la notte dell’omicidio. Durante una conferenza stampa organizzata giovedì 20 febbraio, il commissario nazionale della polizia sudafricana, Riah Phyega, aveva annunciato che Botha era stato rimosso dal suo incarico, e al suo posto era stato nominato un detective molto esperto, Vinesh Moonoo.

foto: AP Photo/Themba Hadebe