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  • sabato 16 Febbraio 2013

Una settimana di arresti

Cinque imprenditori e manager sono stati arrestati negli ultimi giorni in casi tra loro scollegati: Giovanni Bianconi fa il punto sul Corriere della "retata su scala nazionale" di nomi famosi

Nell’ultima settimana, in Italia, ci sono stati una serie di arresti di imprenditori e dirigenti, in una serie di inchieste – per la maggior parte già note e in corso da tempo – che riguardano Finmeccanica e l’ex amministratore delegato Giuseppe Orsi (che si è dimesso ieri), la banca del Monte dei Paschi di Siena e il suo ex capo dell’area finanza Gianluca Baldassarri e altri casi emersi in questi giorni, come quelli del presidente del Cagliari Massimo Cellino, dell’imprenditore Angelo Rizzoli (che è stato ricoverato per problemi di salute) e del finanziere Alessandro Proto. Una «retata su scala nazionale» di nomi famosi, ha scritto Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera di oggi, con accuse diverse, che però non hanno alcun collegamento tra di loro. A tutti sono state convalidate le misure cautelari in carcere da parte dei diversi giudici per le indagini preliminari, per rischio di fuga, reiterazione del reato, inquinamento delle prove.

L’ex manager del Monte dei Paschi di Siena Gianluca Baldassarri è finito in carcere perché i pubblici ministeri sospettavano che stesse per scappare. L’imprenditore Angelo Rizzoli è ricoverato in ospedale agli arresti (ma se non fosse per la salute malandata sarebbe in cella) perché secondo il giudice stava preparando una nuova bancarotta e poteva manomettere o distruggere gli indizi a suo carico. L’immobiliarista Alessandro Proto è in prigione su ordine di un altro giudice per i tre motivi insieme: pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove. L’intera gamma contemplata dal codice. E così, motivo più motivo meno, il presidente del Cagliari Massimo Cellino, o l’ormai ex presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi.

In diverse parti d’Italia, per accuse che non hanno alcun collegamento fra loro, giudici diversi sollecitati da pubblici ministeri diversi in tempi diversi, hanno improvvisamente dato vita a una sorta di «retata su scala nazionale» di nomi famosi. Una catena di episodi in cui non c’è un’unica regia, e dove l’unico punto di congiunzione sta nei motivi per cui gli indagati sono stati privati della libertà. Motivi che andranno rivalutati, giacché i rispettivi tribunali del Riesame potrebbero leggere diversamente gli atti e rispedire i detenuti a casa. Ma per adesso ci sono le decisioni dei giudici delle indagini preliminari, tranne nel caso di Baldassarri fermato dai pm di Siena convinti che la dismissione di titoli per un milione di euro e la disponibilità di due case a Londra e a Miami fossero i sintomi di un’imminente fuga all’estero.

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Foto: Giuseppe Orsi, ex amministratore delegato di Finmeccanica (ADRIAN DENNIS/AFP/Getty Images)