• Sport
  • martedì 12 Febbraio 2013

La lotta fuori dalle Olimpiadi?

Una delle discipline olimpiche più antiche è stata esclusa dalla lista dei 25 sport "di base" per i Giochi del 2020: c'entrano gli spettatori in tv e i biglietti venduti, ma non solo

Il Consiglio Esecutivo (EB) del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha approvato oggi la lista delle 25 discipline sportive “di base” che saranno proposte alla 125esima sessione del CIO, che si terrà a Buenos Aires il 7 settembre 2013 e durante la quale saranno decisi ufficialmente gli sport che faranno parte del programma ufficiale dei Giochi Olimpici del 2020. Le 25 discipline selezionate sono: atletica leggera, canottaggio, badminton, basket, pugilato, canoa, ciclismo, equitazione, scherma, calcio, ginnastica, sollevamento pesi, pallamano, hockey, judo, nuoto, pentathlon, taekwondo, tennis, ping pong, tiro, tiro con l’arco, triathlon, vela, pallavolo.

Dalle discipline olimpiche è stata esclusa la lotta – sia la greco-romana che la libera – anche se non si tratta di una decisione definitiva. La lotta greco romana e la lotta libera sono state tagliate dalla lista “base” ma saranno inserite nella lista di discipline al momento sono ancora “in lizza” per essere incluse, come complementari. La lista comprende baseball e softball, karate, i cosiddetti “roller sports” cioè i vari sport su rotelle (pattinaggio e skateboard, tra gli altri), arrampicata, squash, wakeboard (uno sport che si basa sulla fusione tra lo sci nautico e lo snowboard), le arti marziali cinesi (wushu).

Soltanto una disciplina sarà scelta, tra quelle “in lizza”: lo deciderà il Consiglio Esecutivo del CIO nella sua prossima riunione a San Pietroburgo, in Russia, a maggio. Questa pratica si svolge periodicamente per cercare di selezionare le discipline che negli anni appassionano di più il pubblico, e possono variare da un’Olimpiade e l’altra: per esempio per le Olimpiadi del 2016 in Brasile, sono state inserite, come nuove discipline, il golf e il rugby a sette.

Il video di un incontro di lotta greco-romana alle Olimpiadi di Londra 2012

Il Consiglio Esecutivo del CIO ha deciso di sostituire la lotta con il pentathlon moderno: «Si tratta di un processo di rinnovamento e di ristrutturazione del programma per le Olimpiadi», ha detto Mark Adams, portavoce del CIO. La decisione sugli sport di base, scelti dal Consiglio Esecutivo, che è formato da 15 membri, avviene a scrutinio segreto su più votazioni: in ogni turno ciascun membro sceglie lo sport da escludere. Alle votazioni non ha partecipato il presidente del CIO, Jacques Rogge.

Le decisioni del Comitato Esecutivo si basano su 39 criteri, tra cui gli indici di ascolto televisivi, il numero dei biglietti venduti, la politica antidoping delle federazioni delle varie discipline e la popolarità dello sport nei vari paesi: sembra comunque difficile che la lotta venga reinserita come sport complementare, dopo essere stata rimossa nell’ultima riunione.

Il video di un incontro di lotta libera alle Olimpiadi di Londra 2012

La lotta è una delle più antiche discipline delle Olimpiadi: fu introdotta per la prima volta nell’edizione delle Olimpiadi antiche del 708 a.C. ed è stata una delle discipline più importanti e rappresentative dall’inizio delle Olimpiadi moderne, a partire dall’edizione del 1896 ad Atene. La lotta si divide in due specialità: la lotta greco-romana, in cui i lottatori combattono usando soltanto le braccia e la parte superiore del corpo, e la lotta libera, in cui i lottatori possono usare anche le gambe, potendo attaccare l’avversario sia nella parte superiore, sia nella parte inferiore.

Soltanto nelle Olimpiadi di Parigi del 1900 la lotta non venne inserita nel programma, mentre le due specialità sono state sempre presenti a partire dall’Olimpiade di Anversa del 1920. Per le donne la lotta è stata inserita dall’Olimpiade di Atene del 2004. Le nazioni che nella storia delle Olimpiadi hanno vinto più medaglie nella lotta sono l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, mentre lo sport è molto popolare in Iran, Turchia e Mongolia.

Foto: Mike Hewitt/Getty Images