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  • lunedì 4 Febbraio 2013

Chi è John Brennan, nuovo capo CIA

Non si capisce se è un falco o una colomba ma è alleato di Obama dal suo primo mandato

La Situation Room è una stanza della Casa Bianca voluta da John F. Kennedy dopo il fallimento dell’operazione “Baia dei Porci” del 1961 e resa famosa da diversi film di spionaggio (tra cui Thirteen Days). Tutti i martedì Barack Obama incontra nella Situation Room John Brennan, capo dei consiglieri dell’antiterrorismo e tra circa una settimana nuovo capo della CIA. I “martedì del terrore” – secondo una fortunata  definizione di David Axelrod, consigliere di Obama – sono incontri riservatissimi, durante i quali Brenann e un’altra ventina di persone sottopongono al presidente la lista di presunti terroristi che la CIA e le forze speciali all’estero intendono colpire.

A causa di questo incarico e della sua precedente esperienza come consigliere del presidente George W. Bush sulle questioni di intelligence, Brennan si è guadagnato dal sito Daily Beast la definizione di “uomo meno capito a Washington”. In molti non hanno ancora deciso se sia un falco, una colomba, un convinto liberale o un misto di tutto questo. L’apparente ambiguità delle sue posizioni su alcune questioni chiave della politica estera americana, come la lotta al terrorismo e la legittimità dei metodi di tortura, ha fatto sì che la sua nomina a nuovo direttore della CIA desse il via ad un ampio dibattito.

Chi è John Brennan
Brennan è figlio di immigrati irlandesi, ma è cresciuto in New Jersey. Durante i suoi studi in scienze politiche, Brennan frequentò per un anno l’American University al Cairo, esperienza che gli permise di imparare l’arabo. Decise poi di arruolarsi nella CIA, dove lavorò per 25 anni sia presso la base dell’agenzia a Langley sia in missioni all’estero. Alla CIA Brennan ricoprì incarichi importanti sia con l’amministrazione democratica di Bill Clinton che con quella repubblicana di George W. Bush. Nel 1996 venne nominato a capo della sezione della CIA che operava in Arabia Saudita, dove rimase fino al 1999. Questo periodo fu molto importante per Brennan, perché ebbe modo di conoscere meglio lo Yemen (che confina a nord con l’Arabia Saudita) dove applicò la sua successiva strategia della guerra al terrorismo internazionale.

L’incarico nell’amministrazione Obama
Obama e Brennan si incontrarono per la prima volta a Chicago nel 2008. Obama era appena stato eletto presidente e stava cercando di individuare qualcuno adatto a ricoprire il ruolo di nuovo direttore della CIA per dare il via a una specie di rivoluzione nella lotta al terrorismo internazionale: da lì a poco avrebbe inaugurato uno stato di guerra permanente, a distanza e a bassa intensità grazie all’utilizzo dei droni (gli aerei senza pilota). Durante l’incontro i due si trovarono d’accordo sulla necessità di usare un approccio “chirurgico” nei confronti del terrorismo. Secondo Brennan, per sconfiggere il terrorismo “devi attaccare le metastasi della malattia senza distruggere il tessuto circostante”.

Questa affinità di vedute non fu però sufficiente a portare Brennan a capo della CIA già nel 2008. I liberal americani si opposero alla nomina e accusarono Brennan di essere stato coinvolto nella pianificazione dei metodi di tortura praticati sotto la precedente amministrazione Bush. Ai quei tempi Brennan era capo dello staff di George Tenet, direttore della CIA dal 1997 al 2004. Nel 2005 Brennan lasciò però il suo incarico e dichiarò pubblicamente la sua contrarietà alle tecniche di interrogatorio più dure (ad esempio associò il contestatissimo “waterboarding” alla tortura). Ma le sue dichiarazioni non furono sufficienti a far arretrare i suoi detrattori: Obama, che si trovò nelle condizioni di non poterlo nominare direttore, decise comunque di non privarsi delle sue competenze e della sua esperienza e lo fece capo dell’antiterrorismo e della sicurezza nazionale. Fu questo incarico a portare Brennan nella Situation Room della Casa Bianca ogni martedì sotto l’amministrazione Obama.

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