Vine ha un problema col porno

La nuova app per condividere video da 6 secondi su Twitter riapre un annoso dibattito sui contenuti per adulti sull'App Store di Apple

Giovedì 24 gennaio Twitter ha pubblicato sull’App Store una applicazione che si chiama Vine e che serve per girare video lunghi al massimo sei secondi, facilmente condivisibili attraverso l’app e il suo social network. Nei giorni seguenti si è parlato molto di Vine, del suo funzionamento e del fatto che segna il primo serio tentativo di Twitter di diversificare le proprie attività. Se ne è anche parlato perché, almeno nei primi giorni, Vine non aveva particolari filtri e quindi centinaia di utenti lo hanno utilizzato per condividere i video che spesso funzionano di più su Internet, cioè quelli con contenuti pornografici.

Durante lo scorso fine settimana molti siti di tecnologia si sono occupati del porno su Vine, spiegando che era estremamente facile trovare contenuti per adulti sul nuovo sistema. Era sufficiente inserire comuni chiavi di ricerca come “porn” o “vineporn” per trovare centinaia di video pornografici, ovviamente della durata di sei secondi.

Le cose sono ulteriormente peggiorate all’inizio di questa settimana quando Vine ha pubblicato un video pornografico nella propria selezione dei migliori video, che vengono mostrati nelle timeline di tutti gli iscritti al servizio. Il filmato, come tutti i contenuti per adulti, non partiva in automatico e mostrava al posto del primo fotogramma una schermata nera, che avvisava sul “contenuto sensibile” del video. Quelli di Vine hanno rapidamente rimosso il contenuto dalla loro selezione dei video migliori, scusandosi e dicendo che si era trattato di un “errore umano”. Qualcuno aveva quindi inserito il contenuto nel flusso dei video e la causa non era quindi un algoritmo automatico.

Per rispondere alle numerose critiche e per rendere marginale il porno, almeno dalle ricerche, quelli di Vine nelle ultime ore hanno inserito alcuni filtri aggiuntivi nella loro applicazione. Parole come “porn”, “pornvine” e simili non portano a nessun risultato nella sezione dell’app dedicata alla ricerca dei video. I responsabili del social network stanno lavorando per ripulire il più possibile gli hashtag, così che non ci si possa imbattere per errore in video per adulti e con particolari contenuti ritenuti sconvenienti.

Vine non è certo l’unico servizio di immagini legato a Twitter ad avere a che fare con il porno. Su tutti i principali sistemi per condividere foto sul social network passano di continuo immagini per adulti, con nudi femminili e maschili o scene di sesso esplicite. Twitter cerca di tenere sotto controllo la cosa indicando quando determinate raccolte di fotografie sui profili dei suoi iscritti potrebbero contenere immagini esplicite. Ogni utente ha comunque la possibilità di segnalare un contenuto ritenuto offensivo.

Il vero problema comunque non riguarda tanto Vine o Twitter, ma Apple e le sue regole molto rigide per limitare il porno all’interno del proprio App Store. Chi realizza le applicazioni deve rispettare un contratto con enormi limitazioni legate ai contenuti per adulti. L’obiettivo di Apple da sempre dichiarato è di tenere il porno fuori dal proprio App Store e di conseguenza da tutte le applicazioni. La società, anche per ragioni di sicurezza e per assicurarsi che non sia compromesso il funzionamento dei suoi dispositivi, controlla tutte le applicazioni prima di dare l’approvazione definitiva per la loro pubblicazione. Ed è proprio in questa fase che viene anche valutata la possibilità che le app abbiano contenuti vietati e per adulti.

Il procedimento di verifica ha portato la scorsa settimana alla rimozione dell’app di 500px, un sito di fotografia molto frequentato e apprezzato. L’applicazione consentiva di visualizzare immagini di persone nude attraverso il suo sistema di ricerca, e per questo motivo Apple ha deciso di sospenderne la pubblicazione dall’App Store. La decisione ha riaperto l’annosa discussione sulle regole molto strette decise da Apple e ha anche portato qualche nuova preoccupazione per chi realizza le applicazioni, che potrebbe vedersele rimosse dallo store da un momento all’altro con un conseguente danno economico per le mancate vendite.

Vine al momento non ha subito lo stesso trattamento di 500px. L’applicazione può essere ancora scaricata regolarmente sull’App Store, anche se è possibile trovare attraverso il suo sistema di ricerca contenuti per adulti. Del resto, molte altre applicazioni permettono di vedere immagini e video pornografici, a partire dai browser, e non hanno subito il trattamento riservato a 500px. Secondo alcuni, Vine non sarebbe stato rimosso o sospeso dall’App Store anche per gli stretti rapporti che Apple ha con Twitter. Il social network è stato il primo a essere integrato all’interno di iOS, il sistema operativo degli iPhone e degli iPad, e le due società hanno avviato diverse collaborazioni.

Fino a ora il sistema per impedire l’arrivo sull’App Store di applicazioni esplicitamente per adulti ha funzionato, ma con l’evoluzione delle app e la crescente possibilità che parte dei contenuti sia caricato man mano da Internet e non sia da subito presente pone un serio problema per Apple. Le regole sulle limitazioni nell’App Store sono alquanto sfumate e questo porta a volte a decisioni poco eque, con app che vengono sospese e altre che inspiegabilmente restano nello store. In molti, a partire da chi fa le applicazioni, chiedono da tempo ad Apple di rivedere i propri sistemi e di renderli più flessibili, riconoscendo che bloccare del tutto i contenuti per adulti è sostanzialmente impossibile.

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