Quanto costa la campagna elettorale di SEL

Un milione di euro, spiega il tesoriere a Repubblica, per il partito che si presenta per la prima volta alle elezioni politiche

Oggi su Repubblica Pasquale Notargiacomo spiega la spesa prevista da Sinistra Ecologia Libertà per la campagna elettorale delle prossime elezioni politiche: secondo il tesoriere del partito, Sergio Boccadutri, il budget previsto è un milione di euro, tra cessione anticipata alle banche dei rimborsi per le regionali del 2010, contributi di sostenitori ed eletti e comitati territoriali. SEL fa affidamento soprattutto sull’autofinanziamento, come spiega Boccadutri, secondo cui nel 2012 sono stati raccolti con questa modalità più del doppio dei 380 mila euro di rimborsi elettorali. La documentazione per il bilancio 2012, che dovrebbe essere chiuso il 31 gennaio 2013, non è ancora accessibile sul sito del partito.

Cessione anticipata di rimborsi alle banche, più contributi di sostenitori ed eletti. E’ questa la formula con la quale Sel ricaverà i 450mila euro da stanziare, a livello centrale, per la campagna delle politiche. Un budget destinato quasi a raddoppiare con i comitati territoriali: “Più o meno spenderanno la stessa cifra”, spiega Sergio Boccadutri, tesoriere del partito dal 2010. Impossibile fare paragoni esatti, visto che è la prima volta che la formazione di Nichi Vendola si presenta al voto nazionale. Anche se alcuni dati pregressi possono testimoniare che lo sforzo è notevole: per le regionali del 2010 Sel spese complessivamente 258.796 euro (come da bilancio online), per le amministrative del 2011 le risorse impiegate, a livello centrale, sono state pari a 64.512 euro. Cifra simile, 59.088 per le ultime primarie di coalizione del centrosinistra, in cui il governatore della Puglia ha raccolto circa il 15% dei consensi. Anche se restiamo molto lontani dalle risorse dei partiti più ‘ricchi’, sembra evidente che la corsa per il Parlamento merita qualche risorsa in più in casa Sel, soprattutto a livello locale. Come ammette Boccadutri, che sull’ingresso in Parlamento conta anche per rivitalizzare le casse: “Non posso ragionare sull’incerto, perciò nella spesa centrale non le considero, però con quelle risorse, (rimborsi e versamenti degli eletti), potremo ripianare eventuali situazioni di sofferenza dei territori”.

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foto: Emiliano Albensi/LaPresse