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  • mercoledì 16 gennaio 2013

Il regime di Assad ha usato armi chimiche in Siria?

Secondo Foreign Policy un rapporto riservato del dipartimento di Stato americano ha concluso di sì

Un blog di Foreign Policy ha pubblicato in esclusiva il contenuto di una comunicazione riservata del dipartimento di Stato statunitense che parlerebbe dell’uso di armi chimiche da parte del regime siriano.

Tommy Vietor, portavoce del Consiglio della Sicurezza Nazionale, che assiste il presidente degli Stati Uniti nelle decisioni di sicurezza nazionale e di politica estera, ha detto che la notizia «non corrisponde a quello che crediamo sia vero a proposito del programma siriano di armi chimiche». Ma Vietor ha anche ripetuto che, se il regime siriano compirà «il tragico errore» di usare armi chimiche, verrà ritenuto responsabile. Ha cioè ribadito il messaggio che Obama mandò il 20 agosto dello scorso anno, in un discorso in cui disse che una “linea rossa” per l’amministrazione americana sarebbe stato lo spostamento o l’utilizzo di armi chimiche.

Il lungo post del blog The Cable (che si occupa di notizie “dall’interno della macchina della politica internazionale”) è stato pubblicato martedì sera ed è firmato da Josh Rogin, il gestore del blog, un esperto di politica internazionale . Il post riporta il contenuto di una comunicazione di alcuni funzionari del dipartimento di Stato che, dalla Turchia, avrebbero condotto “un’intensa indagine finora segreta” sull’uso di gas velenoso e mortale da parte dell’esercito siriano, concludendo che questo era stato usato contro posizioni dei ribelli in un attacco avvenuto a Homs il 23 dicembre 2012.

La comunicazione è arrivata la settimana scorsa in un messaggio – un cable, come quelli resi pubblici negli scorsi mesi da Wikileaks – diretto a Washington e firmato dal console generale degli Stati Uniti a Istanbul, Scott Frederic Kilner. Scrive Foreign Policy:

Il rapporto del console generale è arrivato dopo una serie di colloqui con attivisti, dottori e fuggitivi dalla Siria, in quello che il funzionario ha descritto come lo sforzo finora più ampio fatto dal governo americano per investigare le affermazioni fatte da fonti interne siriane. L’indagine ha incluso un incontro tra il personale del consolato e Mustafa al-Sheikh, un fuggitivo di alto livello che è stato un maggior generale nell’esercito di Assad e un ufficiale importante nel programma militare siriano di armi di distruzione di massa.

A sostegno della possibilità che l’esercito di Assad stia utilizzando armi chimiche, Rogin aggiunge che nella zona di Homs i medici dei ribelli hanno preparato un breve documento (in arabo, pubblicato qui) in cui si descrivono i sintomi di alcuni feriti portati agli ospedali da campo della zona, oltre a una serie di video pubblicati nelle ultime settimane su YouTube e Facebook. I video, piuttosto forti, mostrano persone con gravi difficoltà respiratorie.

Il blog riporta anche il parere di un esperto secondo cui gli effetti descritti sono simili a quelli di un gas denominato Agente 15 (o BZ, secondo una sigla NATO). L’esperto fa parte di questo istituto di studi sulla proliferazione delle armi (che ha un lungo speciale sulla storia delle armi chimiche siriane) e ha detto che «anche se non è certamente una buona notizia che nel conflitto siriano venga usato un agente chimico, l’Agente 15 è sicuramente uno dei meno pericolosi nella serie di armi chimiche che si crede facciano parte dell’arsenale siriano».

The Cable ha anche parlato con due medici che erano nei pressi del luogo dell’attacco del 23 dicembre. Questi non si sono detti sicuri dell’uso di una specifica arma chimica, ma hanno confermato che i sintomi che hanno visto non erano quelli di gas lacrimogeni. Hanno aggiunto che, a causa di problemi causati all’apparato respiratorio, al sistema nervoso e a quello gastrointestinale, sono morte quel giorno 5 persone e circa 100 sono rimaste ferite.

Il blog Danger Room dell’edizione americana di Wired, che si occupa di tematiche militari, ha aggiunto qualche informazione in più sul gas di cui si parla e sull’attacco del 23 dicembre. Già allora i ribelli accusarono l’esercito di aver utilizzato armi chimiche sganciate dagli aerei, ma dissero anche che si trattava di “qualcosa simile al sarin”, un gas inodore e letale anche in piccolissime quantità. Funzionari americani smentirono subito questa possibilità, ma lo stesso Danger Room avanzò diverse ipotesi su altre sostanze che avrebbero potuto causare quei sintomi.

Il gas di cui si parla da ieri, il BZ o Agente 15 (nome chimico 3-chinoclidinile benzilato), è un potente allucinogeno che è stato sviluppato dagli Stati Uniti negli anni Cinquanta e poi testato sugli stessi soldati americani durante la Guerra fredda. Finora non si avevano notizie di un suo utilizzo durante un conflitto, in nessun luogo del mondo. Gli effetti descritti dai medici siriani, scrive Danger Room, non sembrano però essere gli stessi causati dal BZ: ad esempio, esso causa una dilatazione delle pupille e non una loro contrazione.

Immagine: una mappa dell’organizzazione non profit NTI che mostra i siti di produzione e stoccaggio di armi chimiche siriane.

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