• Scienza
  • giovedì 22 novembre 2012

La lotta contro l’AIDS sta andando bene

Un rapporto delle Nazioni Unite mostra parecchi dati incoraggianti, ma c'è ancora molto da fare

Un nuovo rapporto sull’epidemia globale di AIDS mostra che negli ultimi 10 anni il numero delle nuove infezioni da HIV è calato di oltre il 50 per cento nei 25 paesi più a rischio.

Due giorni fa sono stati presentati i risultati del Rapporto per la Giornata mondiale contro l’AIDS curato dal progetto delle Nazioni Unite UNAIDS. La Giornata mondiale contro l’AIDS è stata istituita alla fine degli anni Ottanta e cade il primo dicembre di ogni anno. I risultati del rapporto sono molto incoraggianti: mostrano miglioramenti sia nel campo della prevenzione che in quello del trattamento durante la malattia. Molti paesi del mondo, in particolare quelli più colpiti, hanno aumentato i propri sforzi finanziari per combattere la malattia, ottenendo una grande accelerazione nel raggiungimento di risultati positivi: il rapporto mostra che, complessivamente, quello che si otteneva in dieci anni viene raggiunto ora in due. Nonostante l’ottimismo, restano ancora molte cose da fare e il numero delle persone malate o a rischio rimane, in termini assoluti, molto alto.

Le notizie più positive contenute nel rapporto riguardano l’Africa subsahariana, in cui le nuove infezioni da HIV sono diminuite di un quarto negli ultimi dieci anni. In alcuni dei paesi in cui l’HIV è più diffuso, il tasso annuale delle nuove infezioni è diminuito enormemente dal 2001 a oggi: del 73 per cento in Malawi, del 71 per cento in Botswana, del 68 per cento in Namibia, del 58 per cento in Zambia, 50 per cento in Zimbabwe e del 41 per cento in Sudafrica e Swaziland. Oltre a questo, nella stessa Africa subsahariana le morti causate dall’AIDS sono diminuite di un terzo tra il 2005 e il 2011 (in cui sono state 1,2 milioni) e il numero di persone che ha accesso al trattamento farmacologico è aumentato di quasi il 60 per cento negli ultimi due.

I successi maggiori, dice il rapporto, si sono avuti nella prevenzione della trasmissione dell’HIV ai bambini – con campagne specifiche per raggiungere le donne incinte – che è calata del 24 per cento in soli due anni, come si vede in uno dei grafici allegati al rapporto, mentre in precedenza questa diminuzione era stata ottenuta in sei:

Uno dei paesi in cui ci sono stati i migliori risultati è il Sudafrica, che investe i fondi maggiori rispetto a tutti i paesi esclusi quelli occidentali. C’è da dire che in Sudafrica la diffusione del virus è la più grande, in percentuale e in assoluto, rispetto a tutti gli altri paesi del mondo, raggiungendo quasi il livello di dramma sociale, prima ancora che sanitario: nella popolazione adulta il numero delle persone infette da HIV è arrivato al 18 per cento nel 2007, su una popolazione di 48 milioni di abitanti. A ogni modo, le nuove infezioni da HIV nel paese sono diminuite di oltre 50 mila unità in due anni, gli stessi in cui la diffusione del trattamento è aumentata del 75 per cento, raggiungendo 1,7 milioni di persone, e i fondi statali contro l’AIDS hanno raggiunto 1,6 miliardi di dollari (1,2 miliardi di euro).

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