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  • martedì 20 novembre 2012

12 cose che non sapete su Joe Biden

Una lista celebrativa: la balbuzie, il momento più triste, la straordinaria carriera in Senato, la volta che gli venne data l'estrema unzione

di Francesco Costa – @francescocosta

Oggi gli anni Joe Biden, negli ultimi quattro anni e per i prossimi quattro vicepresidente degli Stati Uniti d’America. Democratico del Delaware, Biden ha avuto una vita ricchissima, piena di cose molto belle e molto brutte, una carriera politica per molti versi eccezionale e, da qualche anno, gode di una simpatica popolarità pop che ne ha generato un divertente culto, soprattutto online. Il giorno delle scorse elezioni americane ha detto che pensa che gli capiterà ancora, in futuro, di votare per se stesso: in molti pensano che voglia candidarsi alla presidenza nel 2016. Sarebbe la terza volta, e gli altri due tentativi sono raccontati – insieme a molte altre cose – nella lista che segue.

1. Biden non ha mai perso un’elezione. È stato eletto al Senato degli Stati Uniti a trent’anni, nel 1973, l’età minima per fare il senatore, diventando il sesto senatore più giovane nella storia del paese e ottenendo un seggio storicamente in mano ai repubblicani. È stato rieletto per sei volte consecutive. Quando ha lasciato il suo seggio, nel 2009, è diventato il più giovane senatore ad arrivare a sette mandati consecutivi.

2. Biden era balbuziente. Ha balbettato per tutta la sua infanzia e fino ai vent’anni. Ma prendiamo la storia da un altro lato. Il 5 settembre del 1994 uno studente americano di nome Branden Brooks partecipò a un incontro pubblico con Biden in Delaware. Alzò la mano, prese la parola, fece la sua domanda balbettando parecchio. Alla fine dell’incontro Biden lo andò a cercare e lo prese da parte: gli disse che anche lui balbettava, da ragazzo, ma che non aveva mai permesso a questo problema di interferire con i suoi sogni e quindi cercava sempre occasioni per parlare in pubblico, così da forzarsi a superare l’imbarazzo e il suo problema. Una settimana dopo Branden Brooks ricevette una lettera di Biden, scritta il giorno successivo al loro incontro. Nella lettera, pubblicata qualche anno fa da Letters of note, Biden scriveva:

Caro Branden —

è stato un piacere conoscerti ieri. Sei un ragazzo bravo e brillante, se continuerai a lavorare sodo ti aspetta un grande futuro. Tieni a mente quello che ti ho detto riguardo la balbuzie. Puoi sconfiggerla così come l’ho sconfitta io. Quando lo farai, sarai una persona più forte: avrai vinto. Un’altra cosa: ogni volta che hai la tentazione di prendere in giro qualcuno per via di un suo problema, ricorda come ti senti quando sei tu a essere preso in giro. Tratta tutti con rispetto e sarai rispettato.

Il tuo amico
Joe Biden

Branden seguì il consiglio di Joe Biden: si candidò all’incarico di rappresentante degli studenti, venne eletto e rieletto tutti gli anni, alle scuole superiori e all’università. Approfittò di ogni occasione possibile per parlare in pubblico. Oggi fa il pubblico ministero in Delaware.

3. Biden ha studiato Giurisprudenza a Syracuse ma ha detto che studiare legge gli sembrava «la cosa più noiosa al mondo» e durante il suo primo anno fu accusato di aver copiato un terzo di un saggio che aveva scritto per un esame. Biden disse che aveva citato un brano di un altro testo ma si era dimenticato di indicarlo, e gli fu consentito di ripetere l’esame. Il particolare è significativo per via di quello che leggerete nel punto 9.

4. La sua prima candidatura al Senato è una gran storia. Nel 1972 Caleb Boggs, senatore repubblicano di lunghissimo corso, voleva andare in pensione ma fu convinto dal presidente Nixon a ricandidarsi. Nessun democratico lo sfidò: erano tutti sicuri di perdere. A parte Biden, che si fece avanti a 29 anni avendo alle spalle solo due anni da rappresentante locale nella sua contea. Si candidò praticamente senza soldi. La campagna elettorale fu diretta da sua sorella Valerie e i suoi principali collaboratori furono i suoi familiari. In estate i sondaggi lo davano in svantaggio di 30 punti. Alla fine vinse di 1,3 punti, secondo molti grazie al suo carisma, le sue innumerevoli iniziative organizzate in giro per il Delaware e la sua capacità di attirare i voti dei giovani.

5. Poche settimane dopo la sua elezione al Senato, il 18 dicembre 1972 la famiglia di Biden ebbe un grave incidente stradale. Morirono la moglie e una delle sue figlie, che aveva un anno. Gli altri due suoi figli, Beau e Hunter, restarono gravemente feriti. La vita di Biden cambiò radicalmente, e così anche un pezzo della sua personalità. Pensò di rinunciare al seggio prima ancora di avere giurato, mise in discussione la fede cattolica. Alla fine i suoi colleghi lo convinsero a restare e prestò giuramento dall’ospedale. Contrariamente ai suoi colleghi, che passavano la settimana a Washington e tornavano a casa nel weekend, Biden prese a tornare in Delaware dai suoi figli ogni sera. Gli addetti del Senato erano stati istruiti a interromperlo anche durante i lavori del Senato in caso di telefonate dai suoi figli. I suoi continui viaggi in treno lo fecero diventare un grande sostenitore della costruzione di nuove tratte ferroviarie. Per molto tempo organizzò ogni anno un barbecue per i dipendenti dell’Amtrak, la società che gestisce le tratte ferroviarie interstatali negli Stati Uniti. Nel 2011 la stazione di Wilmington, da cui Biden partiva e in cui arrivava ogni giorno, gli è stata intitolata a seguito del suo settemillesimo viaggio. Il 18 dicembre di ogni anno Joe Biden non lavora, in memoria di sua moglie e di sua figlia.

6. Suo figlio Beau era laureato in legge, aveva prestato servizio militare in Iraq, era il molto apprezzato procuratore generale del Delaware e molti si aspettavano che prima o poi si mettesse a fare politica. È morto nel 2015 per un tumore al cervello. Questo è il discorso che Obama tenne al suo funerale.

7. Nel 1975 Biden si prestò a un appuntamento al buio organizzato da suo fratello e conobbe Jill Tracy Jacobs, un’insegnante. Iniziarono a frequentarsi e piacersi ma Biden dovette chiedere la sua mano per cinque volte prima di ottenere un sì. Si sposarono due anni dopo, nel 1977. Hanno una figlia, Ashley, nata nel 1981. Nonostante oggi Jill Biden sia la moglie del vicepresidente degli Stati Uniti, non ha mai smesso di lavorare e continua a insegnare ogni giorno in Virginia. È la prima second lady a continuare a esercitare la sua professione durante l’incarico di suo marito.

8. Nel febbraio del 1988 Biden fu ricoverato d’urgenza a causa di un’aneurisma. La situazione era grave al punto che un prete gli diede l’estrema unzione. Si riprese un po’ ma poi ebbe un’embolia polmonare e un secondo aneurisma. Restò per sette mesi in ospedale.

9. Biden si è candidato alla presidenza per la prima volta nel 1988. Nonostante i problemi di salute era considerato favorito, forte del suo carisma, della sua rapida carriera politica e della sua notorietà, causata anche dalla triste vicenda familiare del 1972. Fu accusato però di aver copiato una frase di un suo discorso da uno di Neil Kinnock, all’epoca leader del partito laburista britannico. Niente di particolarmente grave, ma venne fuori che in passato erano successe cose simili con discorsi di Bob Kennedy, di John F. Kennedy e di Hubert Humphrey, e questi incidenti affossarono la sua campagna. Si è candidato di nuovo nel 2008: non fece strada alle primarie, ma il suo stile di campagna elettorale fu molto apprezzato e Obama lo scelse poi come suo vice.

10. È cattolico ed è il primo vicepresidente cattolico (nonché il primo vicepresidente del Delaware). Anche sua moglie Jill è cattolica, mentre la sua prima moglie, Neilia, era protestante.

11. Biden ha appena fatto un cameo in un episodio della serie tv Parks and Recreation.

12. Per quanto Biden sia stato considerato a lungo uno dei senatori statunitensi più competenti ed esperti, soprattutto in politica estera, la sua grande facilità oratoria è giudicata unanimemente la sua più grande qualità e il suo più grande difetto. Il lato negativo è rappresentato dalle dichiarazioni sgangherate e improvvide che più di una volta hanno creato problemi e imbarazzi a lui e ai suoi alleati. Il lato positivo è l’efficacia politica e in campagna elettorale. Obama ha elogiato molto il suo ruolo nel processo decisionale nell’amministrazione: «La cosa migliore di Joe è che mette in discussione quello che sente durante le riunioni, e quindi costringe chi partecipa a pensare bene a cosa dice, difendere le proprie idee usando argomenti solidi e guardare le cose da un altro punto di vista». Secondo molti, tra l’altro, è proprio grazie all’esuberanza verbale di Biden se Obama si è dichiarato a favore del matrimonio gay prima delle ultime elezioni. Biden si era detto favorevole durante un’intervista, a sorpresa, forzando la mano del presidente e costringendolo così a prendere posizione.

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