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  • venerdì 16 Novembre 2012

Il tribunale internazionale dell’Aja ha assolto due generali croati

Gotovina e Markač erano stati condannati in primo grado con pene molto pesanti per crimini di guerra, per un attacco contro i serbi del 1995

Oggi il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, che è stato istituito dalle Nazioni Unite e ha sede all’Aja, ha assolto in appello due famosi generali croati dall’accusa di crimini di guerra contro la popolazione serba, per un’operazione avvenuta nel 1995 durante la guerra civile jugoslava.

I due generali, Ante Gotovina e Mladen Markač, di cui è stato ordinato il rilascio immediato, erano stati condannati in primo grado lo scorso anno rispettivamente a 24 e 18 anni. Entrambi hanno 57 anni. Il verdetto è stato seguito da migliaia di persone su un maxischermo sulla piazza centrale di Zagabria ed è stato accolto dagli applausi, dopo che ieri sera c’erano state manifestazioni a favore dei due generali.

Gotovina, infatti, è per molti croati un eroe nazionale, a causa del suo ruolo nella guerra jugoslava. È nato il 12 ottobre 1955 vicino a Zara, sulla costa adriatica, ma a 16 anni lasciò la Jugoslavia di Tito iniziando una vita molto avventurosa: fece il marinaio su un mercantile e poi si arruolò nella Legione straniera francese, combattendo in Ciad negli anni Ottanta e poi passando diverso tempo in America Latina. Si fece una reputazione come soldato e passò molto tempo in Guatemala, addestrando i paramilitari nella guerra civile del paese. Poi andò anche in Paraguay, Colombia, Argentina e Brasile.

Tornò nel suo paese di origine nel 1991, dopo vent’anni di assenza, quando cominciò la guerra civile jugoslava. In poco tempo diventò uno dei comandanti militari principali delle forze croate e nell’agosto 1995 era a capo dell’Operazione Tempesta, un punto di svolta nella guerra in cui i croati occuparono in poche settimane la regione della Krajina, dove da quattro anni i ribelli separatisti serbi avevano creato un’autoproclamata repubblica indipendente in un’area grande circa un quarto dell’attuale territorio nazionale della Croazia.

L’operazione militare era stata ordinata da Franjo Tudjman, il leader nazionalista amico di Gotovina che fu il primo presidente della Croazia indipendente prima di morire nel 1999. Iniziò con un pesante bombardamento, che costrinse molti serbi della Krajina a fuggire in direzione della Serbia. Circa 200 mila persone fuggirono in lunghe colonne di auto e trattori con cui trasportavano i loro averi. Nelle prime fasi dell’occupazione croata, decine di serbi vennero uccisi: almeno 150 persone, per la maggior parte anziani che si rifiutarono di lasciare le proprie case.

Dal punto di vista militare l’operazione era stata un successo, ma il generale Ante Gotovina venne incriminato nel 2001 dai giudici del Tribunale internazionale per l’ex Jugoslavia per crimini di guerra. Era accusato di aver attivamente incoraggiato la distruzione delle comunità serbe della Krajina messa in opera dalle forze croate. La posizione ufficiale del governo croato fu a lungo che la fuga dei serbi faceva parte di un’evacuazione organizzata dal governo serbo e che uccisioni e saccheggi erano stati compiuti da singoli individui indisciplinati, senza ordini dall’alto.

Dopo l’incriminazione di Gotovina, Markač e Ivan Čermak (un altro comandante dell’operazione) infatti, il governo croato non sembrò molto sollecito nel cercare la cattura di Gotovina e Markač, che diventarono latitanti nell’estate del 2001. L’Unione Europea rallentò per anni i negoziati di adesione della Croazia (conclusi pochi mesi fa) accusando le autorità croate di non stare facendo abbastanza per trovarli. Gotovina venne infine catturato alle Canarie nel dicembre 2005 – dopo essere forse rimasto per diverso tempo in un monastero croato, come accusò il magistrato del tribunale internazionale Carla Del Ponte – mentre Markač si era consegnato volontariamente nel marzo 2004.

In primo grado, causando le proteste del governo croato, il giudice Alphons Orie aveva condannato lo scorso anno i due generali a pene carcerarie molto dure, dicendo che l’operazione era «un’impresa criminale» organizzata insieme al leader politico Tudjman. Čermak era stato assolto. I legali avevano annunciato ricorso contro la sentenza, che ha portato all’assoluzione di oggi.

Markač (a destra) e Gotovina oggi al tribunale dell’Aja.
Foto: AP Photo/Bas Czerwinski, Pool