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  • martedì 13 novembre 2012

Come cambia la radio

Il Trentino sta per diventare la prima "area digitale radiofonica", ma il passaggio al nuovo sistema non sarà semplice e richiederà tempo (ancora)

Oggi su Repubblica Ernesto Assante si occupa del passaggio alla radio digitale in Italia, processo lungo annunciato da tempo e che forse inizia a dare i primi risultati. Dopo diverse sperimentazioni, il Trentino sarà la prima area digitale radiofonica italiana, dove si potrà ascoltare la radio con il nuovo sistema DAB, rispetto alla classica FM.

La rivoluzione digitale sta per arrivare anche nelle nostre radio: tra poche settimane il Trentino sarà la prima “area digitale radiofonica” italiana nella quale invece che attraverso la ormai classica “modulazione di frequenza” (l’Fm con la quale ascoltiamo quotidianamente le nostre emittenti preferite) la radio si ascolterà attraverso il Dab, il digital audio broadcast.

È l’inizio di un percorso che, contemporaneamente a quello che sta accadendo in tutta Europa – dove le trasmissioni Dab sono iniziate da qualche tempo – porterà la radio digitale anche nel nostro Paese, così com’è accaduto per la tv. «Finalmente il digitale radiofonico dopo l’Europa arriva definitivamente in Italia grazie all’impegno di un gruppo di importanti editori radiofonici privati nazionali», ha detto Fabrizio Guidi, presidente del Club Dab Italia, società formata da alcune delle più importanti realtà radiofoniche private nazionali (Radio DeeJay, Radio Capital, M2o, R101, Rds, Radio 24, Radio Radicale e Radio Maria) e che ha già ottenuto il nulla osta per l’avvio della realizzazione della prima rete nazionale in tecnica digitale.

Cosa cambierà per noi ascoltatori? Innanzitutto gli oggetti attraverso i quali ascolteremo la radio, i ricevitori. Quelli attuali, analogici, ricevono i segnali dell’Am e soprattutto dell’Fm. Quelli nuovi saranno, invece, in grado di catturare anche i segnali digitali. Il cambiamento consentirà di ricevere le trasmissioni delle emittenti senza alcuna interferenza, con una qualità audio pari a quella di un cd. Il che, considerando che oggi circa il 70 per cento dell’ascolto radiofonico avviene in mobilità (soprattutto in auto), e che la frequenza delle radio Dab resta stabile e non cambia con il movimento, è decisamente un grande passo avanti. Oltretutto, la trasmissione digitale consente di mandare ai ricevitori altri dati, testi e immagini, trasfor-mandola in una “visual radio” che, soprattutto per le informazioni sul traffico, può essere uno strumento particolarmente utile in auto.

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