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  • venerdì 2 Novembre 2012

Sandy, quattro giorni dopo

Molte persone sono ancora senza elettricità, ai distributori manca la benzina e il numero dei morti negli Stati Uniti si avvicina a cento

Quattro giorni dopo il passaggio dell’uragano Sandy nell’area costiera degli Stati Uniti orientali, i due principali problemi nella regione sono la carenza di carburante e la mancanza di elettricità che riguarda ancora milioni di persone. Il numero complessivo dei morti a causa del disastro è cresciuto anche ieri – CNN lo mette ora ad almeno 157 persone, 88 negli USA, 2 in Canada e 67 nei Caraibi – con il ritrovamento dei corpi di due bambini di 2 e 4 anni nella zona di Staten Island.

Ai distributori di benzina dell’area di New York ci sono code di centinaia di automobili, con frequenti tensioni e risse che hanno portato spesso la polizia e la guardia nazionale a pattugliare le aree di rifornimento. La mancanza di benzina ha un impatto significativo anche sulle attività commerciali e sul servizio di taxi della città, diventato ancora più importante a causa delle limitazioni al traffico.

(Le foto di Obama nel New Jersey)

La mancanza di elettricità riguarda ancora milioni di persone, oltre il 40 per cento delle utenze nel New Jersey e più del 15 per cento nello stato di New York. Le società elettriche dicono che entro domani sarà ripristinata la corrente in tutta Manhattan, ma per alcune aree della città di New York i residenti sono stati avvisati che potrebbe volerci anche più di una settimana. La mancanza di carburante e quella di elettricità, fra l’altro, sono collegate, dato che parecchi residenti delle aree suburbane del New Jersey vanno alle stazioni di rifornimento e comprano benzina per i generatori elettrici, che forniscono calore e corrente alle case in attesa delle riparazioni alla rete elettrica. In molte aree del New Jersey e di New York i residenti segnalano mancanza di cibo, acqua e medicine: la Croce Rossa ha organizzato convogli di rifornimenti e punti di distribuzione del cibo.

I mezzi di informazione americani si occupano ampiamente, in queste ore, delle stime economiche dei danni dell’uragano: l’ultima, citata dal New York Times, dice che i danni saranno tra i 30 e i 50 miliardi di dollari (tra i 15 e i 40 miliardi di euro circa) e che l’uragano potrebbe causare una riduzione di mezzo punto percentuale nella crescita economica degli Stati Uniti in questo trimestre. Gran parte dei danni economici, secondo le stime di diversi analisti, sono stati nell’area di New York.

(Dopo Sandy, dall’alto)

A New York, intanto, molti edifici e spazi pubblici rimangono chiusi, con limitazioni anche in diversi altri servizi, dai trasporti all’energia elettrica. Il New York Times ha una pagina molto chiara che riassume lo stato delle cose: gran parte dei parchi e giardini pubblici riapriranno solo domenica, mentre le scuole pubbliche riapriranno lunedì mattina. Non si sa ancora quando la circolazione della metropolitana della città tornerà completamente regolare, dopo l’apertura parziale di alcune linee.

Il disastro ha avuto anche alcune inattese conseguenze politiche, nella campagna elettorale per le elezioni presidenziali: ieri il sindaco di New York Michael Bloomberg, che politicamente è un indipendente con un passato repubblicano, ha detto che voterà per Obama, citando tra le ragioni anche la sua gestione dell’emergenza causata dall’uragano.

Gli articoli del Post su Sandy

Foto: AP Photo/Kathy Kmonicek