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  • venerdì 19 ottobre 2012

La cena allegra di Obama e Romney

Ieri sera i due candidati si sono presi molto in giro durante una tradizionale e divertente cena di beneficenza (video)

di Emanuele Menietti – @emenietti

Dopo settimane di campagna elettorale con toni a volte molto duri e due dibattiti presidenziali (uno e due), il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, ieri sera (in Italia era notte) si sono incontrati a New York per prendersi bonariamente in giro a vicenda, nella tradizionale cena di beneficenza organizzata dalla fondazione Alfred E. Smith Memorial. I due candidati alle presidenziali di quest’anno hanno avuto una decina di minuti a testa per i loro discorsi, durante i quali erano chiamati a prendersi in giro e divertire i presenti.

All’evento si partecipa molto eleganti, e gli uomini devono indossare il frac. Ieri sera Mitt Romney ha iniziato il suo intervento dicendo di essere felice di potersi «rilassare e indossare ciò che Ann [la moglie, ndr] e io indossiamo ogni giorno a casa», alludendo ironicamente alla sua ricchezza. Romney ha poi detto che sperava nella partecipazione del vicepresidente Joe Biden «perché si sarebbe fatto una risata per qualsiasi cosa», facendo riferimento al suo dibattito con il candidato repubblicano alla vicepresidenza Paul Ryan dove sorrise spesso alle dichiarazioni del suo oppositore.

Romney ha poi proseguito ricordando che sia lui sia Obama fanno affidamento su persone molto importanti per la loro campagna elettorale: «Io ho la mia meravigliosa moglie Ann, lui ha Bill Clinton». Sul trattamento che riceve dalla stampa: «Il mio lavoro è impostare una visione positiva per il futuro del paese, e il loro lavoro è quello di assicurarsi che nessuno ne sappia niente», aggiungendo una previsione sui titoli dei giornali del giorno successivo: «”Obama accolto dai Cattolici”; “Romney va a cena con gente ricca”». Il candidato repubblicano ha concluso il suo discorso con alcuni apprezzamenti di rito nei confronti di Obama e della sua famiglia, della fondazione in ricordo di Al Smith e ricordando l’importanza delle elezioni di novembre.

Dopo Romney ha parlato Obama che ha iniziato con un’esortazione: «Per favore, rimettevi seduti sulle sedie, altrimenti Clint Eastwood inizierà a urlargli contro». Un riferimento al discorso di Eastwood nella serata finale della convention repubblicana, quando si intrattenne a lungo parlando a una sedia vuota su cui c’era un immaginario Obama. A differenza di Romney, Obama ha fatto diverse battute su se stesso, soprattutto sulla sua deludente resa nel corso del primo dibattito presidenziale: «Mi sento molto riposato dopo il lungo sonnellino che ho fatto durante il primo dibattito. Desidero in particolare scusarmi con Chris Matthews [giornalista di MSNBC che non nascose la propria delusione per il primo dibattito di Obama, ndr]. Quattro anni fa gli diedi un brivido lungo la schiena; questa volta gli ho fatto venire un colpo».

Obama ha anche risposto scherzosamente a Romney, che aveva osservato che durante la campagna del 2008 l’allora candidato democratico era stato accolto «come una celebrità» nei suoi viaggi all’estero. «Devo dire che sono colpito da come il governatore Romney sia riuscito a evitare questo problema», ha detto Obama facendo riferimento al viaggio di Romney di luglio in cui si mostrò impacciato e poco preparato sulla politica estera. Scherzando sul grande patrimonio di Romney: «Oggi sono andato a fare compere in alcuni negozi di Midtown. Ho saputo che Romney è andato a comprare alcuni negozi di Midtown». Sulla lunga durata della campagna elettorale: «A volte sembra che questa campagna duri da secoli, ma Paul Ryan mi ha assicurato che la corsa è durata solo due ore e 50 minuti circa». Il candidato alla vicepresidenza nelle scorse settimane aveva dato informazioni poco coerenti e improbabili sui tempi in cui corre una maratona, facendo molto discutere della sua sincerità.

Nella prossima pagina: la storia della cena della Alfred E. Smith Memorial e le volte in cui i candidati non parteciparono o non furono invitati, ché c’era poco da ridere.

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