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  • sabato 13 Ottobre 2012

Ian Thorpe in 20 foto

Oggi compie trent'anni: travolse il nuoto prima dell'esplosione di Phelps, vinse molto, si ritirò giovanissimo e un anno fa ha tentato il ritorno alle gare, senza successo

di francesco marinelli

Oggi compie trent’anni il nuotatore australiano Ian Thorpe, considerato il più forte degli ultimi anni nello stile libero e il vero fenomeno del nuoto prima dell’arrivo di Michael Phelps, che guadagnò notorietà mondiale dopo l’impressionante dominio alle Olimpiadi di Sydney nel 2000 e si ritirò prestissimo, a 24 anni, dopo aver vinto 27 medaglie d’oro, di cui cinque alle Olimpiadi.

Prima delle vittorie e dei record di Michael Phelps, in molti consideravano Thorpe il più forte nuotatore moderno. A 16 anni, con la vittoria nei 400 metri stile libero ai Mondiali di Perth, divenne il più giovane campione del mondo individuale tra gli uomini. Nelle gare di qualificazione per le Olimpiadi di Sydney, giocate in casa, Thorpe stabilì a 17 anni il record mondiale nei 200 metri stile libero. Alle Olimpiadi, diciottenne, vinse l’oro nei 400 metri stile libero e nelle staffette 4×100 e 4×200, perdendo per un soffio la gara dei 4×100 misti.

In tutto vinse a Sydney cinque medaglie, tre d’oro e due d’argento. Anche grazie alla prova di Thorpe, per la prima volta nella storia l’Australia riuscì a sconfiggere gli Stati Uniti nella staffetta 4×100 stile libero maschile. In quella stessa Olimpiade Thorpe stabilì anche il record olimpico nei 200 metri stile libero, durante le batterie di qualificazione. A 19 anni, un anno dopo, divenne il primo sportivo a ottenere sei medaglie d’oro in un Campionato del mondo e undici in totale in quella stessa competizione.

Il record del mondo nei 400 metri stile libero ai Giochi del Commonwealth 2002 a Manchester

Alle Olimpiadi di Atene del 2004 Thorpe vinse la medaglia d’oro nei 200 metri stile libero, in quella che venne definita dai commentatori come “la gara del secolo” (in cui partecipò anche Michael Phelps), e nei 400 metri stile libero, battendo in finale il suo rivale storico, l’australiano Grant George Hackett.

La vittoria nella finale dei 200 metri stile libero di Atene 2004

Di Ian Thorpe si ricorda la famosa “gambata”: cioè la potenza nelle fasi finali delle corse, dovuta all’efficacia dovuta la potenza nelle fasi finali delle gare, dovuta all’efficacia nel movimento delle gambe. Il suo allenatore, l’australiano Doug Frost, disse più volte che Thorpe sacrificava troppo il lavoro con le braccia per potenziare invece quello con le gambe, tanto che il recupero delle energie dopo una gara rimase per lui sempre un problema. Il mensile statunitense Swimming World Magazine giudicò le sue caratteristiche “straordinarie” e “superiori”. Di certo era avvantaggiato anche dalla sua conformazione fisica, soprattutto dalle mani e dai piedi molto grandi (porta il 51).

Il suo obiettivo dopo i Giochi di Atene, disse, era stare fermo per un po’ e poi preparare i Giochi del Commonwealth del 2006 e le Olimpiadi di Pechino 2008, dopo le quali si sarebbe ritirato. In questo periodo di riposo però Thorpe si ammalò per una mononucleosi infettiva e si ruppe una mano. Si allenò poco e niente, sparì dalla circolazione e il 21 novembre del 2006, a 24 anni, annunciò il suo ritiro. Continuò a farsi vedere poco, se non occasionalmente come modello di Armani o come ospite durante inaugurazioni ed eventi pubblici, finché il 2 febbraio del 2011 non organizzò una conferenza stampa per annunciare il suo ritorno alle gare. Si parlava da giorni di questa possibilità, visto che molti lo avevano visto allenarsi. A marzo del 2012 Thorpe ha partecipato ai Trials australiani, le gare di qualificazione per le Olimpiadi, ma non è riuscito a fare i tempi necessari per qualificarsi.

Proprio oggi il Sydney Morning Herald ha pubblicato in anticipo alcuni estratti della sua autobiografia, che sarà pubblicata nelle prossime settimane. Nel libro, This is Me: The Autobiography, Thorpe racconta anche alcuni momenti tristi della sua vita, seguiti al suo ritiro e dice che, prima di ogni altra cosa, voleva essere «un figlio perfetto». Il centro acquatico di Sydney, un grande palazzetto costruito nel 2001, gli è stato intitolato.

Foto: Ian Thorpe (Chris McGrath/Getty Images)