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  • mercoledì 10 Ottobre 2012

Storia fotografica di Damasco e Aleppo

Com'erano, prima della guerra civile, due delle città più antiche del mondo

La scorsa settimana gli scontri tra i ribelli siriani e l’esercito fedele al governo del presidente Bashar al-Assad hanno provocato un incendio nello storico mercato di Aleppo, danneggiando almeno 1.500 negozi. Il mercato è visitato ogni anno da migliaia di turisti e insieme agli antichi palazzi che lo circondano, ai vicoli e le corti interne della zona è considerato un patrimonio architettonico molto importante della città, di cui testimonia la storia millenaria e i numerosi popoli che l’hanno abitata. L’episodio ha fatto nuovamente parlare dei danni che la guerra civile in Siria sta provocando al patrimonio culturale del paese: musei e moschee sono stati bombardati e razziati mentre antichi palazzi e fortezze medievali sono stati distrutti.

Secondo l’UNESCO, l’incendio nel mercato di Aleppo è uno danni più gravi subiti finora dal patrimonio artistico della Siria. L’associazione ha detto che dall’inizio degli scontri almeno cinque dei sei luoghi della Siria considerati patrimonio dell’umanità sono stati danneggiati. Tra questi, oltre al centro storico di Aleppo, ci sono l’antica città di Palmira – abitata dal II millennio avanti Cristo – e il Krak dei Cavalieri, un antico castello nelle vicinanze di Homs utilizzato dai cristiani ai tempi delle Crociate. Il direttore dell’UNESCO si è detto più volte preoccupato per la situazione e ha invitato entrambe le parti a limitare per quanto possibile i danni. Si tratta di una richiesta ovviamente difficile da rispettare: gli abitanti sia di Damasco che di Aleppo sono abituati da mesi a bombardamenti improvvisi, sparatorie ed esplosioni, e a dover affrontare insieme alla devastazione delle loro città la morte dei loro cari.

Il centro storico di Damasco, la capitale della Siria, è patrimonio dell’umanità dal 1979. La città è una delle più antiche e tuttora abitate al mondo: fondata nel terzo millennio avanti Cristo, ha fatto parte dell’impero bizantino e dal 661 al 750 è stata capitale del califfato Omayyade. Dopo la vittoria degli Abbasidi, nella metà dell’VIII secolo, la capitale fu spostata a Baghdad e Damasco iniziò a perdere sempre di più importanza: dopo un periodo di fioritura nel Medioevo decadde del tutto sotto l’Impero ottomano, pur mantenendo un certo prestigio culturale. Conta più di 125 monumenti risalenti a diversi periodi storici e la splendida Moschea fondata nel VIII secolo dagli Omayyadi sul vecchio sito di un santuario assiro.

Dagli anni Novanta la situazione di declino si è aggravata: molti abitanti si sono trasferiti dal centro storico nelle zone di periferia, dotate di case più comode e moderne, abbandonando molti antichi palazzi.

(Immagini dalla Siria)

Anche Aleppo è una delle città più antiche del mondo. È abitata sin dal terzo millennio avanti Cristo e si è trovata al centro delle rotte di collegamento tra Mar mediterraneo e Mesopotamia. Durante il Medioevo fu una delle tappe più importanti della Via della seta, dove avvenivano gli scambi commerciali tra Oriente e Occidente, e divenne la terza città per importanza dell’Impero ottomano, dopo Istanbul e Il Cairo. La sua decadenza iniziò nel 1869 con l’apertura del Canale di Suez e l’imporsi del commercio via mare anziché via terra. Negli ultimi anni ha conosciuto una certa rinascita culturale, che è stata interrotta dalle rivolte e dagli scontri tra ribelli e forze del governo. Il centro storico di Aleppo è considerato patrimonio artistico dell’umanità dal 1986. Al momento la cittadella – la zona più antica – è ancora intatta, dato che si trova nelle mani del regime. Proprio per questo il suo futuro è considerato ancora più a rischio: si trasformerà ben presto in un obiettivo militare e rischierà di venire distrutta o danneggiata.