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  • martedì 25 Settembre 2012

Hadia Tajik, nuovo ministro della Cultura in Norvegia

È una donna, ha 29 anni, ha origini pakistane ed è musulmana

Venerdì scorso il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha formato un nuovo governo con l’obiettivo di rilanciarsi e risollevare la sua popolarità: a un anno dalle prossime elezioni parlamentari, i sondaggi lo vedono in svantaggio rispetto ai conservatori. Stoltenberg ha scelto di spostare da un incarico all’altro 4 ministri e di nominarne uno nuovo. Hadia Tajik è entrata al governo come ministro della Cultura: è una donna, è giovane (ha 29 anni), fa politica dal 2006 ed è musulmana (è nata a Strand e cresciuta nella comunità pakistana). Lo racconta oggi il Corriere della Sera.

«Era ora». Due semplici parole per chiudere qualsiasi polemica sul nascere. Re Harald V, monarca norvegese, non ha dubbi: è un bene per il Paese che a guidare il ministero alla Cultura sia una giovane donna musulmana. Hadia Tajik, 29 anni, è stata nominata venerdì scorso durante un rimpasto di governo. Sostituisce Anniken Huitfeldt che a suo volta è andata al Lavoro. «Nuovi valori, nuove forze, nuove idee», ha spiegato il primo ministro laburista Jens Stoltenberg che con un solo nome è riuscito a battere due primati: Tajik è il più giovane membro del governo nella storia norvegese e la prima fedele di Allah.

Un cambio di passo in un Paese ancora ferito dagli attentati di Oslo e Utoya del 22 luglio 2011. Settantasette vittime dell’odio razziale. Con il terrorista, Anders Breivik, che voleva combattere il processo di costruzione di una società multiculturale. La nomina di Hadia Tajik dimostra che questa evoluzione non si può fermare. Lei, il neo ministro, vuole che «tutti abbiano la possibilità di partecipare alle attività culturali. A prescindere dalla classe sociale cui appartengono, l’etnia o il sesso». Vorrebbe far emergere «le diversità culturali che vivono nel Paese». Proteggere le minoranze e le loro tradizioni. Ieri nel suo primo giorno di lavoro, non si è fermata un attimo. Appuntamenti, incontri, riunioni. E una gran voglia di fare, di cambiare per costruire, appunto, qualcosa di diverso.

Chi la conosce bene, spiega che Tajik è così, «una gran lavoratrice. I suoi obiettivi sono sempre stati chiari. E ora la politica viene prima di tutto». E non a caso c’è chi la definisce «stella nascente». Simpatica, sportiva («fa jogging tutti i giorni»), affabile.

(Continua a leggere sul blog del Corriere della Sera La ventisettesima Ora)