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  • giovedì 13 Settembre 2012

Le ultime sul film “satirico” su Maometto

Continuano le ricerche per risalire al vero autore dell'Innocenza dei Musulmani, tra strani pseudonimi e attori traditi dal loro regista

Oggi sono emerse nuove informazioni su L’innocenza dei musulmani, il film che, attraverso la diffusione del suo trailer – di 14 minuti – su Internet ha portato alle violente proteste di questi giorni a Bengasi, dove sono morti quattro funzionari statunitensi tra i quali l’ambasciatore in Libia, al Cairo e in alcuni altri paesi arabi come la Tunisia e l’area di Gaza.

Un membro delle forze dell’ordine statunitensi ha spiegato ad Associated Press che il regista del film è in realtà un uomo diverso da “Sam Bacile”, la persona cui era stata attribuita la paternità del film nelle prime ore dopo gli attacchi, mentre gli attori del film hanno dichiarato di non sapere che il progetto finale avrebbe avuto un’impronta così evidentemente anti-islamica. Tutto il film, e probabilmente anche passi decisivi nella sua diffusione, viene fatto risalire in queste ore ad ambienti legati alla destra cristiana statunitense.

La prima diffusione del trailer, che tra ieri e oggi è stato visto oltre un milione di volte dopo essere stato caricato sul canale YouTube “sam bacile” a luglio, era già stata ricostruita ieri. Un uomo che si dichiarava regista del film aveva parlato da una località sconosciuta con Associated Press, dicendo di chiamarsi Bacile. Sulla sua reale identità, il giornalista statunitense Max Blumenthal aveva già detto di avere seri dubbi, e si era concentrato invece su un altro uomo coinvolto nella faccenda: un certo Steve Klein, che dopo l’inizio degli scontri si era presentato alla stampa come un “consulente” del film e un conoscente di Bacile, oltre a dichiarare di aver ispirato il film.

Klein è originario di Hemet, in California, e fa l’assicuratore. Collabora fin dagli anni Settanta con alcune associazioni di estremisti della destra religiosa della California. Di una di queste, Courageous Christians United, è tra i fondatori, promuovendo materiale non solo contro i musulmani, ma anche contro mormoni e cattolici. Klein si è candidato ad almeno un’elezione negli ultimi anni con un minuscolo partito estremista, raccogliendo pochissimi voti, e tra le sue convinzioni c’è il fatto che il capo della polizia di Los Angeles, il 70enne Lee Baca, sia manovrato dai Fratelli Musulmani. Ha inoltre una vera e propria ossessione per l’Islam e la figura di Maometto. È in contatto con un gran numero di piccoli gruppi di estremisti di qualsiasi tipo: contro l’immigrazione clandestina, contro le moschee, contro i mormoni, contro i musulmani.

Nel frattempo, le indagini di AP per risalire al regista del film hanno portato i giornalisti anche a un cristiano copto che abita vicino a Los Angeles, che si chiama Nakoula Basseley Nakoula. Il numero di cellulare che hanno recuperato – attribuito dalla loro fonte a Bacile – portava in realtà all’indirizzo di casa di Nakoula. L’uomo, 55 anni, ha detto di essere un dirigente della società che ha finanziato il film, ma ha ripetuto che il regista è Bacile. Mostrando la sua patente ai giornalisti per provare la sua identità, Nakoula ha coperto con il pollice il suo secondo nome, Basseley (che si pronuncia più o meno come “Bacile”).

Nel 2010, l’uomo fu condannato a quasi due anni di carcere per una frode bancaria, e alla restituzione di 790 mila dollari. Ha utilizzato pseudonimi tra cui Nicola Bacily e Erwin Salameh. L’identità di Nakoula come regista del film è stata confermata ad AP anche da un non precisato membro delle forze dell’ordine statunitensi. Inoltre, CNN ha sentito un membro della produzione del film, il quale ha dichiarato che il regista si è presentato con il nome “Abenob Nakoula Basseley”.

Intanto, un autodichiarato membro della troupe del film ha contattato il Los Angeles Times per dire che gli attori coinvolti nel film non avevano idea che il progetto avesse un contenuto finale anti-islamico. Parlando per sé e a nome di altri attori non identificati – che secondo quanto ha detto sono stati reclutati sul sito di annunci Craigslist – il membro della troupe ha spiegato che credeva di lavorare a un film di guerra intitolato Desert Warrior. Sarebbero state coinvolte una cinquantina di persone.

Un’attrice del film di nome Cindy Lee Garcia, intervistata da Gawker, ha confermato questa versione dicendo che era stato detto loro che la storia riguardava «com’erano le cose duemila anni fa in Egitto» e che la religione non doveva essere coinvolta. Il film è stato girato nella contea di Los Angeles, nell’agosto del 2011, presumibilmente in pochi giorni.

In effetti, come è stato notato nelle ultime ore, nel trailer tutti i riferimenti a Maometto sembrano essere stati aggiunti in postproduzione. Mentre quelle frasi vengono pronunciate, il sonoro abbandona la presa diretta del resto del film, gli attori non sono inquadrati o il movimento delle loro labbra sembra indicare che stanno dicendo chiaramente altro.

A questo punto è anche lecito sospettare che il film integrale non esista. Il trailer racconta una storia che ha una trama più o meno coerente, anche se con un montaggio approssimativo e molte scene di raccordo mancanti: è possibile che quei 14 minuti siano in realtà tutto il materiale esistente. D’altra parte, la proiezione del film integrale, della durata di due ore, sarebbe avvenuta solo una volta, a inizio anno, in un «cinema per lo più vuoto» di Hollywood, a quanto ha detto l’autodichiarato “Bacile” nella sua telefonata con AP.