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  • domenica 12 Agosto 2012

Le prime pagine inglesi di oggi sono tutte per Mo Farah

L'atleta britannico di origine somala ha vinto sia i 5000 che i 10000 metri, e ieri è stato al centro di una premiazione emozionante

Tutte le prime pagine dei quotidiani inglesi di oggi sono dedicate a uno degli atleti britannici più elogiati di queste Olimpiadi, Mo Farah, vincitore della medaglia d’oro sia nei 5000 che dei 10000 metri piani.

Mo Farah, 29 anni, è nato a Mogadiscio, in Somalia, ed è arrivato nel Regno Unito da bambino, come rifugiato, lasciando il suo paese di origine devastato dalla guerra civile. Pochi giorni fa era già diventato famoso vincendo la prima medaglia d’oro per un atleta britannico nella corsa sulle lunghe distanze. Ed era arrivato primo nei 10.000 metri, il 4 agosto scorso, con il tempo di 27:30.42, al termine di un sabato leggendario per lo sport britannico, che era stato denominato da tutti i quotidiani come il “Super Saturday”: la Gran Bretagna aveva vinto in totale sei ori e un argento.

Ieri Mo Farah è riuscito a vincere anche i 5000 metri con il tempo di 13:41.66, entrando nella storia dell’atletica leggera, sia britannica che mondiale. Fino ad ora, infatti, erano stati soltanto sei gli atleti olimpici vincitori di entrambe le corse ai giochi Olimpici. Prima di Mo Farah c’erano riusciti gli etiopi Kenenisa Bekele (2008) e Miruts Yifter (1980), i finlandesi Lasse Viren (che c’era riuscito due volte, nel 1972 e nel 1976) e Hannes Kolehmainen (1912), il russo Vladimir Kuts (1956) e il cecoslovacco Emil Zatopek (1952).

La premiazione degli atleti dei 5000 metri, tra cui ovviamente Mo Farah, è stata l’ultima della giornata di ieri allo Stadio Olimpico di Londra, e alla consegna della medaglia d’oro l’atleta britannico ha ricevuto una grande ovazione, mentre subito dopo tutto lo stadio ha cantato God save the Queen, l’inno nazionale britannico.

Anche il primo ministro britannico David Cameron si sarebbe complimentato con Mo Farah attraverso un tweet, scrivendo:

Secondo quanto ha riportato il New York Times in un articolo pubblicato il 31 luglio scorso, Mo Farah, che è musulmano e che quindi in questo periodo avrebbe dovuto osservare la festività religiosa del Ramadan, ha sfruttato la possibilità che tutti i fedeli musulmani hanno in casi particolari come il suo e ha deciso di posticipare il mese di digiuno a dopo le Olimpiadi.

La doppia vittoria di Farah è stata molto celebrata dai giornali inglesi e il ragazzo è diventato una sorta di simbolo di queste Olimpiadi, per il Regno Unito: “è difficile evitare l’impressione istintiva – ha scritto il Guardian – che Farah sia primus inter pares come figura simbolica dei Giochi di Londra gioiosi e estremamente ricchi di successo.”