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  • giovedì 19 Luglio 2012

L’attentatore di Burgas non è stato identificato

La notizia che si trattasse di Mehdi Mohammed Ghezali - un cittadino svedese di 33 anni che era stato detenuto a Guantanamo - è stata smentita

Aggiornamento 22,00: le autorità svedesi e bulgare hanno smentito l’identificazione dell’attentatore come Mehdi Ghezali che era stata data “dai media bulgari” (il Post si scusa per una notizia errata che era stata data per certa da tutti i siti di news internazionali).

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La polizia bulgara ha diffuso le generalità dell’uomo sospettato di essere l’autore dell’attentato suicida all’aeroporto di Burgas, in Bulgaria, che ieri ha causato la morte di 8 persone (lui compreso), di cui 6 cittadini israeliani, e il ferimento di un’altra trentina.

Secondo il ministro dell’interno bulgaro, citato dalla polizia, l’attentatore si chiamava Mehdi Mohammed Ghezali, aveva 33 anni ed un cittadino svedese di origine algerina. Qualche ora fa i media bulgari avevano diffuso un video ripreso dalle telecamere a circuito chiuso dell’aeroporto di Burgas, in Bulgaria, nel quale si vede un uomo con i capelli lunghi e uno zaino sulle spalle, che si aggira nervoso per il terminal.

La polizia bulgara ha dichiarato che l’uomo, che si sarebbe fatto esplodere sull’autobus poco dopo essere stato ripreso dalle telecamere dell’aeroporto, era in possesso di una patente statunitense falsa, rilasciata in Michigan.

Ghezali era stato detenuto a Guantanamo, e i documenti che riguardavano la sua detenzione erano stati diffusi da Wikileaks nel lotto dei cosiddetti “Guantanamo files”. Vi si dice che Ghezali era nato a Stoccolma il 5 luglio 1979 ed era cittadino svedese. Aveva raccontato di essere stato arrestato per furto in Portogallo e poi si era recato in Arabia Saudita nel 2000. Poi aveva viaggiato ancora a Londra, in Afghanistan e in Pakistan. Dove era stato arrestato e consegnato agli Stati Uniti che lo avevano portato a Guantanamo – spiega il suo dossier – per interrogarlo sulle pratiche di indottrinamento e arruolamento in Arabia Saudita.

Il giudizio degli americani è che “il detenuto è non cooperativo e ingannevole durante gli interrogatori e ha sistematicamente modificato le sue versioni”. Il padre di Ghezali è accusato di aver incontrato più volte un noto militante di Al Qaida e ci sono sospetti su relazioni con Al Qaida anche di suo fratello. Lo stesso Ghezali è definito “un possibile membro di Al Qaida che è andato in Afghanistan per appoggiare i talebani: è stato arrestato insieme a “dichiarati membri di Al Qaida”. “Il detenuto rappresenta un rischio medio e può essere una minaccia per gli Stati Uniti e i suoi alleati (…) alta possibilità che compia attività terroristiche con conseguenze di media entità”. Le autorità di Guantanamo raccomandavano il suo trasferimento in stato di detenzione in un altro paese, trasferimento che è avvenuto nel 2004 con la consegna al governo svedese, dove però si era poi deciso di non procedere con alcuna incriminazione.

nella foto: AP Photo /Pressens Bild/Bertil Ericson (WILLIAM WEST/AFP/Getty Images)