• Mondo
  • mercoledì 11 Luglio 2012

La Spagna annuncia nuovi tagli

Il primo ministro Rajoy ha presentato una nuova pesante manovra, da 65 miliardi in due anni e mezzo, criticando molto Zapatero

Questa mattina il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha tenuto un lungo discorso davanti al Congreso de los Diputados, la camera bassa del Parlamento spagnolo, in cui ha presentato una nuova serie di tagli alla spesa e di aumento delle tasse per intervenire sui conti pubblici spagnoli. Le nuove misure dovrebbero valere oltre 65 miliardi di euro di nuove entrate e minori uscite entro i prossimi due anni e mezzo, pari al 6,5 per cento del PIL spagnolo.

Le misure verranno prese in cambio del sostegno finanziario e delle altre decisioni dell’Eurogruppo del 9 luglio. I ministri dell’economia dei paesi dell’Unione Europea hanno deciso che un primo prestito da 30 miliardi di euro per aiutare il sistema bancario spagnolo, da tempo in grande difficoltà, sarà disponibile alla fine di questo mese, e che la Spagna potrà usufruire di un anno in più – dal 2013 al 2014 – per riportare sotto il 3 per cento il suo rapporto tra deficit e PIL.

Rajoy ha tenuto un discorso molto deciso in parlamento e ha anche annunciato l’anticipato aumento dell’IVA di tre punti percentuali, dal 18 al 21 per cento: la misura era già stata preannunciata lunedì scorso dal ministro delle finanze Cristobal Montoro.

Il discorso di Rajoy
Mariano Rajoy è stato accusato in passato dall’opposizione di essere poco presente in Parlamento e di rendere conto raramente di persona ai deputati, nonostante le ripetute richieste di presentarsi in aula. Rajoy ha iniziato il suo discorso con una descrizione in toni piuttosto drammatici della crisi attuale del paese, che «è una zavorra alle prospettive di crescita». Per questo motivo, ha detto, «bisogna intraprendere azioni decise per far fronte alle tensioni nei mercati, ristabilire la fiducia e riattivare la crescita», aggiungendo che «nella situazione attuale, crescere e creare impiego non è possibile». Rajoy ha detto di essere preoccupato in primo luogo dell’altissimo tasso di disoccupazione spagnolo, dei «cinque milioni di persone senza impiego».

Il primo ministro ha anche chiamato in causa il precedente governo socialista di Zapatero, dicendo che «gli eccessi del passato si pagano nel presente» e suscitando i primi applausi dai deputati del suo partito, il Partito Popolare. Rajoy ha detto che il «punto di partenza» del suo governo è stato un rapporto tra deficit e PIL dell’8,9 per cento, ben più del 6 per cento previsto inizialmente. Più avanti, ha anche affermato – suscitando molte proteste tra i deputati dell’opposizione – che «i dati» parlavano chiaramente di un aumento di 289 mila persone, negli ultimi anni, tra i funzionari della pubblica amministrazione.

A proposito dell’aumento delle tasse, Rajoy ha detto: «Sono il primo a fare quello che non mi piace. Avevo detto che avrei abbassato le tasse e le sto alzando. Ma non rinuncio ad abbassarle quando sarà possibile». In chiusura del suo discorso, Rajoy ha presentato le nuove misure come necessarie e urgenti, dicendo che «dopo il sacrificio ci aspetta la ricompensa» e aggiungendo che i provvedimenti sono ineluttabili: «non possiamo scegliere, non abbiamo questa libertà», ha detto.

Le misure
Le misure annunciate durante il discorso del primo ministro riguardano l’aumento delle imposte, la riduzione del sussidio di disoccupazione e una serie di interventi che riguardano tagli della spesa e il pubblico impiego. Il totale degli interventi dovrebbe valere 65 miliardi di euro nei prossimi due anni e mezzo. Il provvedimento principale è l’aumento dell’IVA, che sarà portata dal 18 al 21 per cento. L’IVA ridotta per alcuni beni e servizi sarà aumentata dall’8 al 10 per cento, mentre rimarrà al 4 per cento per i generi di prima necessità.

Il sussidio di disoccupazione sarà ridotto, a partire dal sesto mese, dal 60 al 50 per cento rispetto alla cifra di riferimento iniziale, anche se non è stato modificato il periodo massimo della durata del sussidio (24 mesi). Il governo, ha detto Rajoy senza fornire ulteriori dettagli, dovrebbe intervenire anche sui sistemi di pensionamento anticipato.

Verrà eliminata la deduzione fiscale per la residenza abituale, una deduzione che era stata reintrodotta dal governo Rajoy lo scorso dicembre. Verranno aumentate le tasse sul tabacco e riviste quelle sulle aziende inquinanti, basandosi sul principio “chi inquina paga”, come riporta il quotidiano spagnolo El Mundo.

Diverse misure riguardano poi i funzionari dell’amministrazione pubblica, settore di cui Rajoy ha promesso una «revisione integrale». Il pagamento della tredicesima natalizia è sospeso per i funzionari e per le alte cariche dell’amministrazione, e probabilmente lo sarà anche per i parlamentari. Verranno ridotti i giorni liberi a disposizione dei funzionari pubblici e i permessi sindacali. I trasferimenti statali ai ministeri, già pesantemente tagliati negli ultimi mesi, saranno ridotti di altri 600 milioni di euro, mentre i finanziamenti a sindacati, partiti politici e organizzazioni imprenditoriali saranno tagliati del 20 per cento.

Rajoy ha annunciato misure anche sulle amministrazioni locali. Il numero dei consiglieri sarà ridotto del 30 per cento e verrà messo un tetto agli stipendi dei sindaci. I trasferimenti statali saranno ridotti di 3,5 miliardi di euro.

Rajoy ha anche parlato di liberalizzazioni nel settore del trasporto ferroviario e aeroportuale e di “flessibilizzazione degli orari commerciali”, anche se non ha fornito dettagli. Molte delle misure annunciate oggi dovrebbero già essere approvate al Consiglio dei ministri di venerdì prossimo.

foto: AP Photo/Andres Kudacki