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  • venerdì 29 Giugno 2012

Il discorso di Mohammed Mursi in Piazza Tahrir

Il nuovo presidente dell'Egitto ha prestato oggi un giuramento simbolico in piazza Tahrir, dando un importante riconoscimento al movimento rivoluzionario

Mohammed Mursi, il nuovo presidente dell’Egitto e il primo dopo la caduta dell’ex dittatore Hosni Mubarak, ha prestato oggi pomeriggio un giuramento simbolico in piazza Tahrir. Si tratta di un riconoscimento importante da parte del nuovo presidente per il movimento rivoluzionario che aveva portato lo scorso anno alla destituzione di Mubarak.

Il giuramento ufficiale di Mohammed Mursi, che ha 60 anni ed è esponente del partito islamista Giustizia e Libertà (il braccio politico del movimento religioso dei Fratelli Musulmani), si svolgerà domani mattina alle 11.00 davanti all’Alta Corte costituzionale. Si tratta di un’eccezione perché l’Assemblea del Popolo, la camera bassa del Parlamento egiziano, di fronte alla quale la Costituzione prevede che si debba giurare, era stata sciolta poco dopo la chiusura dei seggi elettorali dalla giunta militare al potere (SCAF) e dopo che la Corte suprema egiziana aveva dichiarato che un terzo dei membri della Camera era stato eletto illegalmente. Molti attivisti avevano quindi chiesto a Mursi di sfidare lo SCAF giurando o davanti al Parlamento o in piazza Tahrir. Comunque, non davanti alla Corte.

Mursi ha deciso di giurare ufficialmente davanti all’Alta Corte costituzionale (domani) ma anche di parlare (oggi) in piazza Tahrir davanti a quelle migliaia di persone che continuano  da giorni a protestare contro la giunta. Mursi ha fatto riferimento, in alcune dichiarazioni, proprio allo SCAF e al suo tentativo di limitare il potere del capo dello Stato: «Non rinuncerò ad alcuna prerogativa del presidente», ha detto. Subito dopo la chiusura dei seggi (e ancor prima dell’annuncio del vincitore) lo SCAF aveva infatti emesso un decreto che concentrava i poteri nelle mani della giunta: il presidente, per esempio, non può dichiarare guerra senza il consenso dello SCAF, che ha potere assoluto su tutte le decisioni che riguardano l’esercito, dalla nomina degli ufficiali alla durata della loro carica.

Mohammed Mursi, in un discorso che è durato circa mezz’ora, ha giurato «di rispettare la legge e la costituzione» e si è rivolto direttamente ai rivoluzionari: «Diciamo al mondo: ecco l’Egitto, ecco i rivoluzionari ed ecco gli egiziani. Parlo al popolo dell’Egitto, ai musulmani d’Egitto, ai copti d’Egitto, ai cittadini dentro e fuori dell’Egitto». E, aprendosi la giacca per mostrare di non avere giubbetti antiproiettile («perché non ho paura di nessun altro che di Dio») ha aggiunto: «Non c’è alcun potere sopra di voi, rivoluzionari. Voi siete l’autorità ed io sono con voi e dietro di voi. Sarò con voi sempre, per rafforzare la nostra unità e respingerò ogni tentativo di togliervi il potere».

Mursi ha concluso il suo discorso citando Omar Abdul Rahman, l’uomo che si trova in una prigione degli Stati Uniti perché accusato dell’attentato alle Torri Gemelle di New York nel 1993. Mursi si è impegnato a lavorare per la sua liberazione.