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  • lunedì 11 Giugno 2012

La lettera di Posteraro al Corriere

Il neo-eletto commissario dell'AgCom si difende dalle accuse di incompetenza, secondo lui viziate da "ingiustificata prevenzione"

La settimana scorsa la Camera dei Deputati ha eletto – grazie a un accordo tra PD e UdC – Francesco Posteraro, segretario della Camera e funzionario parlamentare di lungo corso, all’incarico di commissario dell’autorità garante per le comunicazioni. Tutto questo malgrado – se n’è molto discusso – Posteraro non abbia particolari competenze nel settore, come invece prescriverebbe la legge. Oggi Posteraro scrive al Corriere e dice la sua, anche sulle sue presunte competenze.

Caro direttore,

ho ritenuto di attendere qualche giorno, nella speranza di trovare un clima più sereno e disponibile all’ascolto, prima di replicare alle interpretazioni distorte e fuorvianti della mia designazione a componente dell’Agcom.

Vorrei tenermi lontano da ogni polemica, ma non posso più esimermi dal tutelare la mia persona fornendo alla pubblica opinione elementi di verità che rischiano altrimenti di restare nell’ombra. Ho accettato la proposta che mi è stata fatta di essere candidato a far parte dell’Authority come tecnico indipendente: candidato da forze politiche che hanno riconosciuto e apprezzato questa mia qualità, ma non connotato politicamente né tanto meno politicamente schierato.

Faccio parte del resto di un’amministrazione, quella della Camera dei deputati, che si caratterizza da sempre non solo per l’elevata qualità professionale, ma anche per la terzietà assoluta, che ne rappresenta la stessa ragion d’essere. Un’amministrazione da cui provengono, tanto per fare un esempio, gli attuali segretari generali della presidenza della Repubblica e della Corte Costituzionale. Per ciò che mi riguarda, ho lavorato alla Camera per trentatré anni, ricoprendo ruoli non secondari e guadagnando la stima di presidenti di diversa estrazione politica, come Giorgio Napolitano, Luciano Violante, Pier Ferdinando Casini, Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini. Quanto alla competenza nel settore, anche sul suo giornale mi è capitato di leggere commenti talora ai limiti dell’insulto gratuito, viziati da ingiustificata prevenzione.

(continua a leggere sulla rassegna stampa della Camera)

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