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  • giovedì 31 Maggio 2012

Terremoto in Emilia, gli aggiornamenti

A che punto sono i soccorsi e le inchieste, come si stanno organizzando le scuole e le imprese; alle 21 una nuova scossa di magnitudo 4.2

Le nuove foto del terremoto in Emilia

Aggiornamento alle 21.15 – Alle 21.04 c’è stata una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.2 con epicentro San Possidonio, in provincia di Modena.

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A distanza di due giorni dal nuovo forte terremoto di magnitudo 5.8 di martedì 29 maggio, la zona della provincia di Modena è ancora in piena attività sismica. Stando ai dati più recenti forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), da questa notte ci sono state 77 scosse di lieve entità, con magnitudo massima di poco superiore a 3. Alle 6.21 del mattino c’è stato il terremoto più forte della prima parte della giornata con magnitudo 3.6 nei pressi di Finale Emilia (Modena), comune vicino all’epicentro del primo terremoto del 20 maggio. Alle 16:58 si è verificata una scossa di magnitudo 4, nei pressi di Novi di Modena, Carpi (MO), Rio Saliceto (RE), Fabbrico (RE). La scossa è stata avvertita anche nel mantovano, ma non ci sono notizie di particolari danni.

(10 risposte sul terremoto in Emilia)

Bilancio
Le scosse del 29 maggio hanno causato diversi crolli, specialmente in alcuni capannoni industriali, la morte di 17 persone e il ferimento di 350. Gli sfollati rimasti senza casa o impossibilitati a ritornare nelle loro abitazioni per motivi di sicurezza sono oltre 7.200 nel modenese. In questi giorni stanno trovando ospitalità nei 23 campi di accoglienza e nelle 17 strutture coperte (biblioteche, palestre e altri edifici pubblici) messi a disposizione dalla Protezione Civile e dalle istituzioni. Altre persone sono state ospitate negli alberghi nella zona dell’Appennino modenese. Si stima che le persone sfollate in seguito ai terremoti del 20 e del 29 maggio siano complessivamente 15mila.

Inchieste
La procura di Modena ha avviato una inchiesta sulle morti di martedì dovute al crollo dei capannoni. I magistrati vogliono prima di tutto capire quante siano state causate da semplici fatalità e quante da precise responsabilità. Potranno essere disposti anche sequestri nelle zone industriali dove si sono verificati i crolli per verificare la qualità delle costruzioni, i metodi utilizzati per la loro costruzione e i materiali impiegati. Spiega Vito Zincani, procuratore di Modena: «La domanda è questa: se sono crollati manufatti secolari non possiamo fare niente, ma se sono crollati manufatti costruiti pochi anni fa perchè sono crollati? Questa è una ipotesi investigativa che è davanti ai nostri occhi, perchè la pianura padana l’abbiamo davanti ai nostri occhi. Questi manufatti industriali come sono stati fatti?»

(«Un vuoto inaccettabile»)

Soccorsi
Nelle zone interessate dalle scosse sono al lavoro da dieci giorni circa 1.100 vigili del fuoco che hanno eseguito oltre 18mila interventi tra le province di Mantova, Ferrara, Modena, Bologna, Reggio Emilia e Rovigo. Oltre alle operazioni di soccorso, lavorano per verificare il livello di sicurezza degli edifici rimasti lesionati dai terremoti, valutando se possano essere dichiarati agibili o meno. Centinaia di volontari coordinati dalla Protezione Civile si occupano dell’assistenza agli sfollati.

Imprese
Le prime verifiche hanno consentito di identificare circa 500 stabilimenti industriali rimasti danneggiati dal terremoto e costretti a rallentare o sospendere del tutto la produzione. La stima è di Confindustria che sta conducendo un censimento in Emilia delle aziende in difficoltà. Secondo gli industriali potrebbero essere a rischio circa 12mila posti di lavoro. La zona è del resto molto industrializzata e contribuisce per il 10 per cento al PIL dell’Emilia Romagna. Oltre all’industria biomedica, nel modenese è in difficoltà anche il settore dell’aceto balsamico che ha subito danni per almeno 15 milioni di euro.

Agricoltura
Le grandi difficoltà riguardano anche il settore agricolo. Le aziende che hanno subito danni alle loro sedi o ai macchinari hanno dovuto arrestare la produzione o non riescono a occuparsi delle coltivazioni. Coldiretti segnala anche che alcuni allevamenti non hanno mangime a sufficienza per il bestiame. La produzione di latte è diminuita del 10 – 15 per cento, anche a causa dello stress cui sono sottoposte le vacche da latte.

Ricostruzione
Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha spiegato che al momento non è possibile fare una stima precisa dei danni causati dal terremoto. Per avere qualche dato concreto occorrerà attendere gli esiti dei controlli che stanno conducendo vigili del fuoco, autorità e privati. Ieri il governo ha annunciato che saranno reperiti circa 2 miliardi e mezzo da qui al 2014 da destinare alle zone del terremoto. Cinquecento milioni saranno ottenuti grazie a un aumento delle accise sulla benzina, il resto grazie ai tagli e all’ottimizzazione della spesa pubblica (la famosa “spending review”).

(Le città del terremoto)

Scuola
Scuole e altri uffici pubblici continuano a essere chiusi in diversi comuni del modenese e del ferrarese. Sono ancora in corso le verifiche di stabilità degli edifici e non è chiaro quando ci potrà essere il ritorno alla normalità, e se questo potrà avvenire entro la fine dell’anno scolastico. Il Ministero dell’Istruzione ha comunque fatto sapere che l’anno scolastico sarà valido anche per quelle scuole rimaste chiuse a causa del terremoto e che non hanno potuto raggiunge i 200 giorni di attività didattica, il minimo previsto dalla legge. Gli esami di maturità inizieranno regolamente il 20 giugno con la prima prova scritta di italiano anche nelle zone del terremoto. In caso di eventi di forza maggiore, le sessioni potranno essere recuperate nei primi giorni di luglio.