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  • venerdì 4 Maggio 2012

Le lettere di Osama bin Laden

Sono state ritrovate in Pakistan nel rifugio dove il 2 maggio 2011 il capo di Al Qaida fu ucciso e raccontano frustrazioni, obiettivi e strategie comunicative

Il Combating Terrorism Center (CTC) di West Point ha pubblicato ieri un documento che contiene diciassette lettere scritte da Osama bin Laden e che sono state ritrovate in Pakistan nel rifugio di Abbottabad dove il 2 maggio 2011 il capo dell’organizzazione terroristica islamista Al Qaida è stato ucciso da una squadra di uomini dei Navy Seals statunitensi.

– Un anno dalla morte di Osama bin Laden

Il documento del CTC (che presenta anche un’analisi delle lettere) si intitola “Lettere da Abbottabad” e si può leggere qui (pdf). Contiene una piccola parte (175 pagine in arabo) del materiale che è stato recuperato dai computer, dalle penne usb e dagli hard-disk presenti nel nascondiglio di Abbottabad e che sarebbe stato scritto dagli uomini di Osama bin Laden e direttamente da lui tra il settembre del 2006 e l’aprile 2011, fino a sei giorni prima della sua morte.

Affiliati
La maggior parte delle lettere che è stata pubblicata parla del difficile rapporto tra Osama bin Laden e i gruppi a lui vicini. Secondo gli analisti del CTC è chiara la «frustrazione» del leader di Al Qaida per «l’incompetenza» degli affiliati e per le loro operazioni mal pianificate che hanno provocato la morte inutile di migliaia di musulmani (in particolare in Somalia e Iraq).

Come spiegano gli analisti del CTC gli «affiliati non consultano bin Laden o non sono pronti ad accogliere le sue direttive». Nel 2010 bin Laden scriveva anche che aveva intenzione di diffondere una dichiarazione: «per dire che stiamo per avviare una nuova fase per correggere gli errori che abbiamo compiuto».

Il portavoce
Da alcuni passaggi delle lettere emerge il ruolo (spesso sottovalutato) di Adam Gadahn, l’americano convertito che è diventato il portavoce di Al Qaida: Gadahn sembra essere un vero e proprio consulente di bin Laden.

In una lettera del gennaio 2011 inviata da Adam Gadahn a un destinatario sconosciuto si discute di come fare propaganda per il decennale degli attentati dell’11 settembre. Si parla ad esempio di  un’apparizione di Osama bin Laden perché «non dobbiamo dimenticare che ha milioni di ammiratori in tutto il mondo islamico».

Media
Nelle lettere è presente anche un’analisi dei media americani che sarebbero «tutti sullo stesso livello per professionalità» eccetto Fox News, che non è neutrale. E si discute anche della qualità dei video diffusi da bin Laden: che è fondamentale, altrimenti c’è il rischio che «lo sceicco non si riconosca» e si pensi «che possa essere morto».

Obiettivi
Vengono indicati come obiettivi, durante le loro visite ufficiali in Pakistan o in Afghanistan, Barack Obama e l’allora capo delle forze statunitensi, il generale Petraeus. Si dice anche che se il vicepresidente Joe Biden dovesse subentrare ad Obama sarebbe completamente «impreparato» e questo porterebbe gli Stati Uniti ad una crisi.

Primavera araba
Il 26 aprile 2011, cinque giorni prima di morire, Osama bin Laden scriveva: «Quello che stiamo vedendo in questi giorni di continue rivoluzioni è un evento grande e glorioso che riguarda gran parte del mondo islamico» e che «farà uscire i musulmani dal controllo dell’America».