• Mondo
  • venerdì 27 Aprile 2012

Il governo rumeno è caduto

Mihai Ungureanu era in carica da due mesi e mezzo: ci potrebbero volere mesi per scegliere un sostituto, mentre continuano le difficoltà economiche del paese

Il governo di centrodestra del primo ministro rumeno Mihai Ravzan Ungureanu è caduto oggi dopo un voto di sfiducia del parlamento.

Il risultato del voto, con 235 parlamentari (su un totale di 460) a sfavore del governo in carica da soli due mesi e mezzo, è arrivato piuttosto a sorpresa, anche se da settimane le forze di opposizione e l’opinione pubblica continuavano le proteste contro le sue misure di austerità e la corruzione nel paese. Il presidente Traian Băsescu dovrà ora scegliere un nuovo primo ministro, che dovrà poi essere approvato dal parlamento. Il governo di Ungureanu, fortemente appoggiato da Băsescu, è stato il più breve dalla fine del regime comunista di Ceausescu nel 1989.

(La storia delle proteste in Romania)

La scelta di un nuovo primo ministro sarà probabilmente impegnativa: i partiti sono estremamente divisi e l’opposizione dell’Unione Sociale Liberale di centrosinistra ha la maggioranza nei sondaggi, ma si tratta di una coalizione a sua volta piuttosto fragile e frammentata. Il prossimo novembre sono previste le elezioni parlamentari, anche se un fallimento dei negoziati tra le forze politiche per trovare un nuovo primo ministro potrebbero anticipare la data delle elezioni.

La Romania, che non fa parte dell’euro, sta attraversando un momento particolarmente difficile dal punto di vista politico ed economico. Il parlamento aveva votato la nomina di Ungureanu a primo ministro il 9 febbraio 2012, tre giorni dopo le dimissioni di Emil Boc del Partito Democratico-Liberale di centrodestra. Boc aveva dovuto lasciare dopo quattro anni di governo a causa di una serie di forti proteste popolari contro le misure di austerità approvate per rispondere alla grave crisi economica che colpisce il paese. Alle manifestazioni avevano partecipato decine di migliaia di persone, le più grandi dalla caduta del regime di Ceausescu.

Mihai Razvan Ungureanu (il cognome significa “ungherese”) ha 43 anni e una formazione diplomatica. È stato ministro degli esteri dal 2004 e 2007, quando dovette dimettersi per aver cercato di nascondere la detenzione di due cittadini rumeni in Iraq. Poco dopo venne nominato direttore del SIE (Serviciul de Informaţii Externe), i servizi segreti esteri della Romania, carica che ha mantenuto fino alla sua nomina di primo ministro.

La Romania è una repubblica semipresidenziale. Il presidente rumeno in questo momento è Traian Băsescu, politico di centrodestra eletto per un secondo mandato nel 2009. La crisi finanziaria del 2008 ha portato a una grossa contrazione dell’economia (del 7 per cento nel 2009 e dell’1,3 per cento nel 2010) e a una pesantissima recessione. Nel 2009 lo Stato aveva sottoscritto con il Fondo Monetario Internazionale un prestito da due anni per 27,5 miliardi di euro, allo scopo di ridurre il debito e rilanciare la ripresa economica. Nel frattempo il governo, soprattutto nel 2010, ha varato misure di austerità e tagli crescenti: gli stipendi dei dipendenti pubblici sono stati ridotti di un quarto, le tasse sono state aumentate e l’IVA è salita dal 19 al 24 per cento.

foto: DANIEL MIHAILESCU/AFP/Getty Images