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  • mercoledì 18 aprile 2012

Gli 8 italiani rapiti nel mondo

Chi è ancora sotto sequestro dopo la liberazione di Maria Sandra Mariani ieri in Algeria

Ieri pomeriggio, martedì 17 aprile, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha confermato l’avvenuta liberazione di Maria Sandra Mariani, rapita il 2 febbraio del 2011 nel sud dell’Algeria. Originaria di San Casciano Val di Pesa, la donna era stata sequestrata nell’oasi di Djanet, a 90 chilometri circa dalla frontiera con il Niger, da un gruppo di uomini armati forse membri di al Qaida per il Maghreb Islamico (Aqmi). La stessa organizzazione è sospettata di essere dietro il rapimento della cooperante sarda Rossella Urru, rapita lo scorso ottobre in un campo profughi nell’Algeria sud-occidentale. Come ricorda TMNews, oltre a Urru ci sono ancora altri sette italiani sotto sequestro nel mondo.

Rossella Urru. Trent’anni compiuti da poco, sarda, al lavoro come cooperante del Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli (Cisp) in Algeria, Urru è stata sequestrata insieme ad altri due colleghi (Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez) la notte tra il 22 e il 23 ottobre 2011 dal campo profughi di Hassi Raduni, nel deserto algerino sud-occidentale, abitato da profughi sahrawi. Laureata in cooperazione internazionale a Ravenna, da due anni Rossella Urru lavorava a un progetto umanitario per il Cisp. A dicembre un video diffuso da un giornalista dell’Afp testimoniava che i tre ostaggi erano ancora in vita, nelle mani del Movimento unito per la jihad nell’Africa occidentale. Poi, all’inizio di marzo, il sito mauritano Sahara media aveva annunciato la liberazione di Urru, purtroppo smentita nel giro di poche ore. Dopo, nuovamente il silenzio.

Giovanni Lo Porto. 38 anni, palermitano, è un cooperante che lavora per l’ong tedesca Welthungerhilfe. L’uomo è stato sequestrato con il collega olandese Bernd Johannes il 20 gennaio scorso nel distretto di Multan della provincia centro-occidentale pachistana del Punjab, dove lavorava a un progetto di sostegno alle popolazioni colpite dalle inondazioni. Lo Porto e Johannes sono stati portati via da quattro uomini incappucciati e armati, che hanno caricato i due cooperanti su un’automobile. I rapitori hanno puntato una pistola al volto dei cooperanti costringendoli a indossare il shalwar kameez, l’abito nazionale pachistano. Secondo la polizia dietro al sequestro ci sono i fondamentalisti islamici. Dopo gli studi in Gran Bretagna, tra la London Metropolitan University e la Thames Valley University, Lo Porto ha lavorato come project manager per varie ong, tra cui il Gruppo volontario civile e il Cesvi. Quindi è passato a collaborare con la Welthungerhilfe (Aiuto alla fame nel mondo), creata nel 1962 sotto la protezione e il sostegno della Fao.

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foto: AP Photo/Brahima Ouedraogo