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  • mercoledì 18 Aprile 2012

Costa Concordia, a che punto siamo

Ieri sono stati identificati 5 corpi, mancano ancora 2 dispersi; intanto si tenta di capire se il relitto svantaggia o no il turismo

A più di quattro mesi dal naufragio della nave da crociera Costa Concordia davanti alla costa dell’isola del Giglio, proseguono le operazioni di ricerca dei dispersi e di recupero dal fondale degli oggetti usciti dalla nave. Sul fronte dei dispersi, ieri sono stati identificati ufficialmente gli ultimi cinque corpi: sono quelli dei tedeschi Christina Mathi Ganz e Norbert Josef Ganz, degli americani Barbara Heil e Gerald Heil, dell’italiano Giuseppe Girolamo, membro dell’equipaggio. Girolamo aveva trent’anni, faceva il musicista e aveva ceduto il posto sulla scialuppa di salvataggio a una bambina, come hanno raccontato diversi suoi colleghi dopo il naufragio. Restano ancora da rintracciare due persone disperse: una passeggera italiana e un cameriere indiano.

Sul fronte del recupero del materiale, anche ieri i tecnici delle società Smit Salvage e Neri hanno continuato a riempire i mezzi che fanno avanti e indietro dal centro di stoccaggio temporaneo di Talamone, recuperando ad oggi circa 250 metri cubi di materiale. Non risultano movimenti significativi della nave né alterazioni ambientali.

Intanto il New York Times ha pubblicato un articolo scritto da Gaia Pianigiani dall’isola del Giglio. La giornalista segnala che nell’isola è iniziata la fase più intensa della stagione turistica, con l’arrivo della primavera, e che benché il relitto della Concordia sia indubbiamente la principale attrazione non è ancora chiaro se questo giova o nuoce al turismo. Probabilmente entrambe le cose: le prenotazioni estive per ora sono scese del 20 per cento, mentre le gite giornaliere sono aumentate. Il New York Times ha sentito Paolo Fanciulli, proprietario dell’hotel Bahamas.

«Quest’anno viviamo in totale incertezza. Le prenotazioni per l’estate vanno a rilento. Riceviamo email da tutto il mondo che chiedono del relitto, ma questa non è gente che prenota. All’inizio pensavamo che l’improvvisa celebrità dell’isola ci avrebbe portato più turisti, ma per ora la curiosità è un fenomeno che dura un giorno»

foto: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images