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  • giovedì 15 Marzo 2012

La guerra sulla carne bovina

Si è conclusa ieri dopo oltre vent'anni di sgarbi e ritorsioni tra Stati Uniti e Unione Europea: c'era di mezzo la questione dell'uso degli ormoni nell'allevamento

Ieri il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza un aumento delle importazioni di carne bovina dagli Stati Uniti (fino a 25 mila tonnellate in più all’anno) e dal Canada (fino a 3.200 tonnellate), a condizione che queste non contengano ormoni. Il voto di ieri segue un accordo raggiunto tre anni fa tra Stati Uniti, Unione Europea e Canada, e conclude una guerra commerciale iniziata oltre venti anni fa, in cui era intervenuta anche l’Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization, WTO).

Come spiega Le Monde, l’Unione Europea aveva interrotto l’importazione di carne di bovini a cui era stato somministrato l’ormone della crescita. Come ritorsione, gli Stati Uniti e il Canada avevano introdotto nel 1999 sanzioni commerciali su moltissimi prodotti di provenienza europea, aumentandone il prezzo con l’imposizione di tasse doganali più alte. Il WTO aveva dato ragione ai due paesi americani, che nel 1996 avevano presentato una protesta presso l’organizzazione per il commercio sulla base del fatto che le conseguenze degli ormoni sull’uomo non erano provate scientificamente e che il blocco delle importazioni andava contro i principi del libero commercio tra gli stati promosso dal WTO. Dopo lunghe trattative, nel 2009 è stato raggiunto un accordo: l’Unione Europea avrebbe aumentato le quote massime di importazione della carne di provenienza americana, ma in cambio Stati Uniti e Canada avrebbero eliminato l’uso di ormoni nelle carni destinate all’esportazione.

Gli ormoni sono utilizzati per aumentare lo sviluppo della corporatura degli animali, in particolare della loro massa muscolare. Le sostanze utilizzate sono diverse, ma sono soprattutto steroidi e ormoni della crescita. L’uso degli ormoni nell’allevamento causa diversi squilibri nel corpo degli animali e può avere diverse conseguenze molto pesanti, da malfunzionamenti nelle caratteristiche sessuali (fino alla sterilità) all’eccessivo accumulo di acqua nei tessuti e a una maggiore aggressività.

Alcune di queste sostanze, in particolare gli steroidi, possono passare dalla carne dell’animale all’uomo che la consuma: non tutte le conseguenze di questo passaggio sono chiare per l’uomo ma è sicuro, ad esempio, che la somministrazione di ormoni sessuali ai bovini ha effetti sull’uomo che li mangia tra cui, se le quantità sono elevate, l’accelerazione dello sviluppo sessuale nei bambini.

L’Unione Europea ha una legislazione molto restrittiva in materia di somministrazione di ormoni agli animali e dispone molti controlli, ma in diversi paesi europei, compresa l’Italia, esiste comunque un commercio di sostanze illegali utilizzate nell’allevamento. Negli Stati Uniti, invece, la legislazione è diversa e più permissiva: per esempio, l’ormone della crescita bovino può essere impiegato nell’allevamento, con alcuni limiti, perché secondo la Food and Drug Administration (l’agenzia governativa responsabile dei controlli sui farmaci e sul cibo) non comporta rischi seri né per l’uomo, né per gli animali.

foto: THIERRY ZOCCOLAN/AFP/Getty Images