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  • domenica 11 Marzo 2012

Il referendum sulle ferie in Svizzera

Oggi è il giorno di una serie di "iniziative popolari" nel paese: si è votato anche per avere due settimane in più di ferie all'anno, ma gli svizzeri hanno detto di no

Aggiornamento ore 18.39 – L’iniziativa popolare per l’aumento delle settimane di ferie da 4 a 6 per i lavoratori svizzeri è stata bocciata dal voto popolare.

Aggiornamento ore 15.05 – Secondo le prime proiezioni, l’iniziativa popolare sull’aumento delle settimane di ferie da 4 a 6 per i lavoratori svizzeri è stata respinta dal voto popolare con una percentuale complessiva di “no” intorno al 67 per cento contro il 33 per cento di “sì”.

Oggi in Svizzera si vota per una serie di referendum a livello locale e federale, detti “iniziative popolari”. Uno di questi dovrà decidere se portare a sei settimane, dalle quattro attuali, il numero di settimane all’anno di ferie dei lavoratori. La consultazione è stata chiesta dal sindacato Travail Suisse per il quale attualmente un terzo dei lavoratori svizzeri soffrirebbe di stress sul luogo di lavoro. Nonostante questo, i lavoratori non sembrano pensarla così: secondo gli ultimi sondaggi prima del voto, solo il 30 per cento di loro vorrebbe altre due settimane di ferie.

L’iniziativa è stata fortemente osteggiata negli ultimi tempi da governo e imprenditori, con l’argomento che, se venisse approvata la legge delle sei settimane, i costi del lavoro nel Paese diventerebbero insostenibili. Il comitato per il “no” a questa proposta ha lanciato recentemente uno spot molto drastico, nel quale un uomo in sala operatoria viene abbandonato dai medici proprio per le conseguenze che causerebbe la legge delle sei settimane.

Oltre a questo referendum, si vota anche su una proposta di legge che vuole limitare il numero delle cosiddette seconde case (spesso adibite da chi le possiede a residenze di villeggiatura o case vacanza) al 20 per cento del totale delle abitazioni di ogni singolo comune. In questo caso, è stato chiesto il voto popolare dai promotori per cercare di fermare la speculazione edilizia e i prezzi sempre più alti delle case, che starebbero danneggiando gli abitanti locali. Secondo gli ultimi sondaggi, il “sì” a questa nuova norma sarebbe in leggero vantaggio.

Inoltre, a Zurigo, si vota per la creazione di uno spazio a luci rosse fuori dalla città, per togliere le prostitute dalle zone residenziali. Il progetto prevede che un parcheggio all’ingresso di Zurigo venga adibito ad area per il sesso. Intorno a quest’area, che in teoria sarebbe aperta dalle 7 di sera alle 5 della mattina successiva, verrebbe costruita una serie di garage dove le prostitute potrebbero ospitare i loro clienti.

Le consultazioni rientrano nel sistema delle cosiddette “iniziative popolari”, previsto nella Costituzione svizzera dal 1891. Secondo il sistema di democrazia diretta attualmente in vigore in Svizzera, chiunque può chiedere un referendum purché sia un cittadino maggiorenne e riesca a raccogliere, nel giro di 18 mesi, le firme di 100 mila persone favorevoli alla consultazione. Per essere approvata l’iniziativa ha bisogno di una doppia maggioranza: del popolo a livello federale e quella dei singoli cantoni.

foto: AP/Anja Niedringhaus