• Moda
  • domenica 11 Marzo 2012

Il problema di Savile Row con Abercrombie & Fitch

La catena americana di abbigliamento vuole aprire un negozio nella strada dell'alta moda londinese, e gli inglesi si preoccupano

La catena americana di abbigliamento Abercrombie & Fitch ha annunciato recentemente di voler aprire un negozio di vestiti per bambini a Savile Row, nel quartiere londinese di Westminster. Savile Row è la via della moda di Londra, sede delle più importanti marche sartoriali inglesi, storicamente legata al mercato dell’abbigliamento di lusso e, secondo Euan Ferguson, che ne parla oggi sul quotidiano inglese Guardian, potrebbe perdere la propria immagine di stile e di raffinatezza se la società americana ci aprisse realmente una sede.

In realtà Abercrombie & Fitch ha già una sede in una delle strade che incrociano Savile Row ma, non essendo in vista, per ora non rappresenta un problema. Ma qualche problema inizia a darlo la clientela del negozio, che attira centinaia di clienti da tutto il mondo, per lo più ricchi ragazzi americani o europei – soprattutto italiani, francesi e tedeschi. Si tratta di clienti giovani con abitudini piuttosto diverse da quelli che frequentano da sempre Savile Row (il Guardian li inserisce nella disdicevole categoria dell'”eurotrash”), ovvero l’alta borghesia inglese, i cui gusti eleganti e raffinati non sarebbero assolutamente compatibili, secondo Ferguson, con lo stile volgare e gli schiamazzi dei ragazzini che affollano la grande catena americana.

Savile Row è un luogo di Londra a cui sono legate molte storie. Il numero 7, per esempio, fu scelto da Jules Verne come abitazione di uno dei suoi più famosi personaggi, il ricco gentiluomo Phileas Fogg, che scommise 20mila sterline con i compagni del Reform Club di girare il mondo in meno di 80 giorni. O ancora, al numero 3, esattamente dove Abercrombie & Fitch vorrebbe aprire il negozio dedicato all’abbigliamento per bambini, fino a qualche anno fa c’era una delle sedi dell’etichetta discografica Apple, produttrice dei Beatles. E proprio sul tetto di quel palazzo i Beatles tennero il celebre concerto sul tetto, il 30 gennaio del 1969. Senza contare poi la vera anima della strada, tra il numero 9 e il numero 13, dove si trovano i negozi delle più grandi firme della sartoria londinese.

Il rischio, secondo Ferguson, è che Savile Row, macchiata dalla presenza tra le sue boutique di un negozio commerciale e invasa dai ragazzini schiamazzanti che la assalgono in massa, possa perdere la sua caratteristica eleganza, il suo stile, la sua anima insomma. Difatti, più che la presenza fisica del negozio il problema per Ferguson è quel che avviene al di fuori, soprattutto per colpa dei clienti italiani – i peggiori secondo Ferguson – che scendono dagli autobus turistici che li portano in giro e affollano la strada schiamazzando, fotografando, filmando e bloccando la circolazione, senza avere il minimo rispetto per gli altri passanti. Per questo «fino a quando le autorità di Westminster non approveranno una legge che vieti la circolazione di mandrie di ragazzi maleducati e urlanti che camminano senza accorgersi nemmeno dell’esistenza di altri esseri umani», l’apertura di quel negozio per bambini di Abercrombie & Fitch dovrebbe essere vietata.

foto: BEN STANSALL/AFP/Getty Images

– Luca Sofri: Sulla felpa che noi portiam (2009)