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  • sabato 4 Febbraio 2012

Il ballottaggio in Finlandia

Il secondo turno delle presidenziali è domani, si sfidano il conservatore Niinistö e Haavisto dei Verdi, che potrebbe diventare il primo presidente gay nella storia del Paese

Domani in Finlandia si vota per il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Il primo turno ha visto la vittoria dell’ex ministro delle Finanze, il 63enne Sauli Väinämö Niinistö, del partito conservatore Coalizione Nazionale oggi al governo. Niinistö ha ottenuto il 37 per cento dei voti contro il 18 per cento del suo sfidante, Pekka Olavi Haavisto, della Lega Verde, cioè i verdi finlandesi. Si tratta dunque della prima volta negli ultimi 30 anni che la Finlandia non eleggerà un presidente socialdemocratico. Niinistö è il favorito anche nel ballottaggio dove, secondo l’ultimo sondaggio della rete tv nazionale YLE, dovrebbe ottenere circa il 62 per cento dei voti contro il 38 di Haavisto.

Il 53enne Haavisto è stata la sorpresa del primo turno, dove è arrivato davanti ad avversari come Timo Soini, il cofondatore e leader del partito populista ed euroscettico “Veri finlandesi”. Haavisto è un verde, si rivolge soprattutto ai giovani ed è gay dichiarato. Haavisto, se eletto, sarebbe il primo presidente gay della storia della Finlandia. Alcuni osservatori finlandesi hanno scritto tuttavia che la sua omosessualità potrebbe fargli perdere molti voti, soprattutto nella fetta più conservatrice della società finlandese. A sostegno di questa tesi, c’è il fatto che la Finlandia, nel 2002, è stato l’ultimo paese nordico a riconoscere legalmente le unioni di fatto omosessuali (la Danimarca le aveva già approvate nel 1989, la Norvegia nel 1993, la Svezia nel 1995 e l’Islanda nel 1996).

Il partito dei Verdi finlandesi, di cui Haavisto è stato fondatore e presidente negli anni Novanta, è famoso nel paese per le sue campagne contro il nucleare e per alcune posizioni euroscettiche. Haavisto, tuttavia, come il suo rivale Niinistö, si è sempre considerato un europeista convinto e sostiene la possibilità di concedere aiuti economici e fiscali ai paesi in difficoltà dell’Unione Europea, un tema fortemente contestato dalle formazioni più populiste come i Veri Finlandesi. Niinistö, mentre era ministro degli Esteri (dal 1996 al 2003), è stato uno dei principali artefici dell’adozione dell’euro da parte della Finlandia. Nell’ultimo dibattito in tv tra i due candidati, nonostante alcune divergenze sulla crescita e sul rigore del nuovo Trattato europeo (Haavisto è contro il rigore eccessivo dei conti pubblici), i toni sono stati molto pacati.

Il nuovo presidente eletto domani sarà il 12esimo nella storia della Finlandia, dopo l’indipendenza ottenuta dalla Russia nel 1917. Il presidente uscente è la 68enne Tarja Halonen, il primo capo di Stato donna del paese, carica che ha ricoperto negli ultimi dodici anni per due mandati. Sebbene in passato la politica estera della Finlandia fosse affidata in buona parte proprio al Presidente (fino a una legge dello scorso ottobre che ha trasferito gran parte dei suoi poteri all’esecutivo in carica), oggi ha un ruolo principalmente cerimoniale. Ma la figura del Presidente ha ancora grande influenza sull’orientamento politico dei finlandesi. Il 36,6% dei 4,4 milioni di finlandesi aventi diritto al voto ha già votato per corrispondenza. I risultati definitivi del ballottaggio dovrebbero essere resi noti intorno alle 21 di domenica.

nella foto, da sinistra: Pekka Olavi Haavisto e Sauli Väinämö Niinistö (AP/Lehtikuva, Jussi Nukari)