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  • venerdì 27 gennaio 2012

Romney all’attacco

Durante il dibattito di ieri sera Gingrich è stato messo più volte in difficoltà dal suo principale avversario, anche quando gli ha offerto una tregua: i video

I quattro candidati repubblicani rimasti in corsa si sono sfidati ieri sera, stanotte in Italia, in un confronto televisivo organizzato dalla CNN a Jacksonville, in Florida. Proprio in Florida si vota il 31 gennaio nelle più importanti primarie finora, e quello di ieri era l’ultimo dibattito prima di quel giorno. Se poi si tiene conto delle ultime evoluzioni della competizione, con Gingrich che ha battuto Romney in South Carolina mettendolo in grossa difficoltà, si capisce perché per molti osservatori e analisti quello di ieri sera era il più importante dibattito finora tra i candidati repubblicani. Lo ha vinto nettamente Romney. Gingrich è apparso in grossa difficoltà. Santorum se l’è cavata bene (altra brutta notizia per Gingrich). Paul è apparso fuori registro, rinunciando a trattare certi temi o a differenziarsi dai suoi avversari.

Il dibattito è stato aperto da una domanda sull’immigrazione clandestina, tema molto sentito in Florida: tutti e quattro i candidati si sono detti favorevoli all’immigrazione legale, elogiandone virtù e conseguenze positive, e quando Gingrich ha accusato Romney di essere il candidato più anti-immigrazione, questo ha reagito con un vigore che non aveva mai mostrato in questa campagna elettorale, dicendo che si trattava di un’accusa falsa e ripugnante.

Quella risposta ha dato il tono all’intera serata, durante la quale Romney non ha dato scampo a Gingrich su nulla. Discutendo di Freddie Mac, la società governativa di credito immobiliare considerata sprecona e mangiasoldi dai repubblicani, Romney ha subito ricordato la consulenza milionaria effettuata per l’ente da Gingrich. Quando Gingrich ha reagito ricordando che alcuni fondi che amministrano le risorse di Romney hanno investito in Freddie Mac, Romney ha avuto gioco facile a ricordargli che lo stesso vale per lui. «Mr. Speaker, so che questa potrebbe sembrarle un’enorme rivelazione, ma ha controllato i suoi investimenti? Anche lei ha investito in fondi comuni che a loro volta investono in Fannie Mae e Freddie Mac». Gingrich ha potuto dire solo «va bene».

A un certo punto il moderatore ha fatto una domanda sulle tasse pagate da Romney: Gingrich ha offerto una tregua al suo avversario, dicendo di voler parlare solo delle cose che hanno a che fare col governo degli Stati Uniti, ma Romney non ha raccolto l’offerta e si è inserito: «Non sarebbe male se le persone rinunciassero a fare altrove critiche e attacchi che poi non sono disponibili a difendere qui». Ogni attacco di Romney era sottolineato dagli applausi del pubblico, che ieri stava decisamente dalla sua parte.

Altri momenti significativi della serata: un lungo e surreale dibattito sulla Luna – Gingrich ha detto di volerci costruire una base permanente – durante il quale Romney ha di nuovo efficacemente punito il suo avversario per il suo fare grandi e costose promesse in qualunque stato si voti; un altrettanto surreale dibattito sulle first lady, dove i quattro candidati hanno descritto le loro mogli abusando di luoghi comuni sulle casalinghe brave in cucina e ottime madri di famiglia; l’ironia di Ron Paul, che è sembrato a lungo fuori dalla discussione, non in grado di battere sui temi che gli stanno più a cuore, ma ha fornito risposte divertenti ed efficaci quando interpellato sulla sua età (ha 76 anni, se eletto sarebbe il più anziano presidente di tutti i tempi) e sulla Luna («ci manderei qualche politico»). Ron Paul ha deciso di non competere in Florida, rinunciando a fare campagna e concentrandosi su altri stati.

L’unico momento in cui Romney è apparso in difficoltà è arrivato quando Rick Santorum lo ha attaccato sulla riforma sanitaria dal lui varata in Massachusetts, suo storico punto debole perché ispiratrice della riforma sanitaria poi promossa dai democratici e da Barack Obama. Romney si è difeso un paio di volte ma Santorum non lo ha mollato, e a un certo punto si è trovato costretto a dire che «non è il caso di scaldarsi così tanto per questa vicenda», frase che potrebbe ritorcersi contro di lui. In ogni caso, anche la buona prova di Santorum è un rischio per Gingrich, visto che i due si contendono lo stesso elettorato e che finora Gingrich aveva puntato moltissimo – anche con i suoi spot televisivi – nell’elogiare le sue doti oratorie e sostenere che nessun altro a parte lui, e meno che mai Romney, sarebbe stato in grado di dibattere con Barack Obama. La serata di ieri mette in dubbio questa tesi.

In Florida si vota il prossimo 31 gennaio, con 50 delegati in palio. I sondaggi diffusi negli ultimi giorni forniscono risultati contraddittori e descrivono di fatto un testa a testa tra Romney e Gingrich. Quello di ieri sera sarà l’ultimo dibattito per almeno un mese: i candidati repubblicani torneranno a sfidarsi il 22 febbraio in Arizona, nel frattempo avranno votato in Nevada, Maine, Colorado, Minnesota e Missouri.

Guida alle primarie dei repubblicani

foto: Joe Raedle/Getty Images

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