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  • martedì 27 Dicembre 2011

Calcio e scommesse, a che punto siamo

Gli ex calciatori arrestati starebbero collaborando con gli inquirenti e sono stati interrogati oggi: si parla di Serie A e altri giocatori coinvolti

Lo scorso 19 dicembre 17 persone sono state arrestate, su indicazione della procura di Cremona, in relazione a un’inchiesta su un giro di scommesse e corruzione volto a condizionare e falsare i risultati di alcune partite di calcio dei campionati professionistici italiani. Tra le persone arrestate ci sono alcuni calciatori, tra cui Cristiano Doni, Luigi Sartor, Alessandro Zamperini e Carlo Gervasoni. Doni è l’ex capitano dell’Atalanta, è stato squalificato per tre anni e mezzo perché già coinvolto nella prima fase dell’inchiesta, occorsa la scorsa estate. Questa seconda fase dell’inchiesta ha preso il via grazie alla denuncia di un calciatore del Gubbio, a cui sarebbero stati offerti 200 mila euro per manipolare il risultato della partita di Coppa Italia giocata tra Gubbio e Cesena lo scorso 30 novembre ma che avrebbe rifiutato e sporto denuncia. A fare l’offerta sarebbe stato Alessandro Zamperini, ex calciatore, che è stato interrogato oggi dagli inquirenti insieme a Carlo Gervasoni.

Non ci sono sviluppi ufficiali, salvo che molti degli arrestati – tra cui lo stesso Doni – intanto sono stati posti agli arresti domiciliari. Abbiamo però una serie di informazioni riguardo quello che le persone arrestate avrebbero detto agli inquirenti durante gli interrogatori. In alcune circostanze le frasi sono state confermate degli avvocati degli indagati, in altre no e quindi si tratta di retroscena provenienti dall’accusa. In molti casi non sembra siano stati forniti elementi concreti di prova ma soltanto racconti, chiavi di lettura, asserzioni. Insomma, prendete quanto segue con un po’ di molle: un resoconto utile per restare in pari con le notizie ma certo non per avere una parola definitiva sulla faccenda.

Si allarga il nuovo scandalo scandalo del calcioscommesse. Nell’interrogatorio odierno davanti al pm durato oltre cinque ore e in quello di venerdì davanti al Gip di Cremona, il calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni ha parlato di altre 10 partite, rispetto a quelle note alla magistratura, 3 delle quali di serie A. Lo si è appreso alla conclusione dell’interrogatorio del calciatore. Gervasoni, nei due colloqui con i magistrati, avrebbe fatto inoltre il nome di una ventina di giocatori (non di primo piano) che potrebbero essere coinvolti nel giro delle partite truccate. Ha spiegato, inoltre, che delle combine di 3 partite di serie A di cui ha parlato, due sarebbero andate a buon fine.

DOPO GERVASONI TOCCA A ZAMPERINI – Già nel precedente interrogatorio, Gervasoni aveva fatto i nomi di oltre 20 calciatori con cui aveva militato in passato, complici nelle combine. La durata dell’interrogatorio odierno lascia intendere che nuove e importanti ammissioni siano state fatte da Gervasoni, sempre più testimone chiave nel procedimento. Potrebbe slittare a domani, quindi, il previsto interrogatorio di Alessandro Zamperini, il giocatore che avvicinò Simone Farina, difensore del Gubbio, promettendogli 200mila euro in cambio dell’aiuto nel falsare il match di Coppa Italia contro il Cesena. È stato scarcerato, invece, Filippo Carobbio: il centrocampista dello Spezia è ora agli arresti domiciliari.

DONI: “L’HO FATTO PER L’ATALANTA” – E’ anche Cristiano Doni a catalizzare ancora l’attenzione nell’ambito dell’inchiesta ‘Last Bet’ sul calcioscommesse. Nell’interrogatorio di garanzia della scorsa settimana, il centrocampista nerazzurro ha ammesso di aver “aderito” all’iniziativa illecita delle scommesse “solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all’obiettivo di quella stagione”. Il desiderio di aiutare l’Atalanta a risalire in Serie A, quindi, sarebbe stato la molla che ha convinto Doni a contribuire alla combine delle gare che vedevano coinvolti i nerazzurri. “Io per l’Atalanta ho sempre giocato – ha ammesso, alla presenza del Gip Guido Salvini e del procuratore della Repubblica Roberto Di Martino nell’interrogatorio di garanzia di venerdì scorso – e non ho guadagnato nulla dai fatti che ho raccontato”.

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foto: STRINGER/AFP/Getty Images