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  • sabato 24 Dicembre 2011

Francia e Turchia litigano ancora

Le cose peggiorano, dopo il voto dell'Assemblea Nazionale sul negazionismo del genocidio armeno: ora Erdogan accusa la Francia di aver compiuto un genocidio in Algeria

Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato la Francia di aver compiuto un genocidio durante l’occupazione in Algeria, iniziata a metà Ottocento e terminata nel 1962. L’accusa è uno dei numerosi attacchi lanciati dalla Turchia alla Francia dopo quanto accaduto giovedì scorso, quando l’Assemblea nazionale francese ha approvato una proposta di legge che rende reato negare il genocidio degli armeni, realizzato dai Giovani turchi nel 1915. La legge arriverà in Senato nel 2012 e prevede una pena di un anno di carcere e una multa di 45mila euro.

La Turchia ha criticato l’iniziativa, considerandola frutto di razzismo e xenofobia nei confronti dei turchi e dei musulmani. Ha interrotto quindi tutti i trattati di cooperazione militare ed economica in vigore tra i due Paesi e ha richiamato i diplomatici che si trovavano in Francia. Ha anche ritirato il permesso agli aerei militari francesi di atterrare in Turchia, alle navi da guerra di attraccare ai suoi porti e ha annullato tutte le esercitazioni militari congiunte. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha detto che deciderà caso per caso se concedere alla Francia il suo spazio aereo per usi militari.

Venerdì, poi, Erdogan ha tenuto un discorso molto critico nei confronti della Francia e del presidente francese Nicolas Sarkozy, dicendo che circa il 15 per cento degli algerini è stato ucciso durante l’occupazione francese dalla fine della Seconda guerra mondiale al 1962: «Sono stati martirizzati senza pietà. Se Sarkozy non sapesse che si trattava di un genocidio può chiedere a suo padre, Pal Sarkozy, che è stato un legionario in Algeria negli anni Quaranta. Sono certo che ha molte cose da raccontare a suo figlio sui massacri commessi dai francesi in Algeria». Pal Sarkozy ha risposto alle accuse dicendo alla tv francese: «Non sono mai stato in Algeria. Non sono mai andato oltre Marsiglia, sono stato nella legione straniera per quattro mesi». Erdogan ha anche accusato Sarkozy di aver sostenuto la legge per ingraziarsi il voto dei circa 500mila armeni-francesi che vivono in Francia, in vista delle elezioni parlamentari e presidenziali che si terranno nell’aprile 2012. La legge però è stata sostenuta anche dai socialisti, che stanno all’opposizione.

Anche il ministro turco per gli Affari europei, Egemen Bagis, ha attaccato duramente Sarkozy, paragonandolo a Pinocchio: «Sapete la storia di Pinocchio e del suo naso che si allungava ogni volta che lui diceva una bugia? Ora in Francia succede la stessa cosa: i tacchi delle scarpe di qualcuno crescono ogni volta che la realtà viene distorta». Sarkozy ha risposto agli attacchi della Turchia con un certo aplomb: «Io rispetto le convinzioni dei nostri amici turchi – sono un grande paese, una grande civiltà – e loro dovrebbero rispettare i nostri». Anche il ministro degli Esteri francese Alain Juppé ha cercato di smorzare la tensione dicendo di voler mantenere la «fiducia e l’amicizia» tra i due Paesi, puntualizzando però che alcune dichiarazioni erano state eccessive. Da quando Sarkozy è al governo i rapporti tra Francia e Turchia si sono deteriorati, anche a causa della ferma opposizione del presidente francese ad ammettere la Turchia nell’Unione europea.

Molti storici sostengono che l’uccisione di circa un milione e mezzo di armeni a opera dei Giovani turchi, in seguito al crollo dell’Impero Ottomano, sia stato il primo genocidio del XX secolo. Il massacro è stato riconosciuto da oltre 15 paesi e negarlo costituisce reato in Svizzera e in Slovenia. Anche la Turchia ha ammesso le uccisioni, ma non ha mai riconosciuto una stima precisa delle vittime e ha sempre negato che si trattasse di uno sterminio sistematico. Secondo il codice penale turco affermare il contrario è un insulto all’identità nazionale turca e costituisce reato. Lo scorso marzo per esempio, lo scrittore turco e vincitore del Premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk è stato multato di 3.700 dollari per aver detto a un giornale svizzero che «abbiamo ucciso 30mila curdi e un milione di armeni».

Nella foto: Una manifestazione contro l’approvazione della legge davanti al parlamento francese (AP Photo/Michel Euler)