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  • lunedì 12 Dicembre 2011

Putin ha altri due sfidanti (finti?)

Oggi un miliardario e un ex ministro hanno annunciato la loro candidatura alle presidenziali, ma nessuno dei due sembra fare sul serio

Il miliardario russo Mikhail Prokhorov ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del prossimo marzo. Prokhorov sfiderà quindi l’attuale primo ministro Vladimir Putin, che si è candidato a un terzo mandato da presidente qualche mese fa e che è tutt’ora il grande favorito, nonostante una crescente impopolarità e le manifestazioni di dissenso seguite alle elezioni legislative di due settimane fa. Prokhorov ha 46 anni ed è uno degli uomini più ricchi del paese, è un magnate dell’industria del metallo e dell’oro, ha un patrimonio stimato intorno a 18 miliardi di euro ed è noto negli Stati Uniti perché è proprietario della squadra di basket dei New Jersey Nets.

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Prima dell’estate Prokhorov era stato eletto leader del partito di centrodestra “Giusta Causa”, con il tacito assenso del Cremlino: il suo partito era infatti uno di quelli che compongono la debole opposizione russa, utile ad attirare i dissensi della popolazione verso partiti leali e controllabili da parte dell’establishment. Prokhorov aveva deciso però di trasformare l’organizzazione politica, investendo parecchio del suo denaro, imponendo uno stile decisionista e autoritario e soprattutto andando molto oltre quanto in Russia è tollerato e concesso ai partiti di opposizione. Si era arrivati così allo scorso settembre, quando aveva detto di volersi candidare a premier e il direttivo del suo partito lo aveva destituito dall’incarico di leader. Prokhorov aveva commentato quanto accaduto dicendo di essere entrato in conflitto con gruppi di potere interni al Cremlino e in particolare con Vladislav Surkov, vecchio consigliere politico di Putin e Medvedev, e aveva definito “un fantoccio” il partito di cui è stato brevemente leader.

Prokhorov oggi ha confermato la sua candidatura alle elezioni presidenziali. Nonostante corra da solo, senza il partito “Giusta Causa”, la maggior parte degli analisti e degli osservatori continua a vederlo come un fantoccio nelle mani di Putin, uno strumento per attirare il dissenso dei liberali e della classe media dove questo non può far danni al governo. Il più grande partito liberale del paese, guidato tra gli altri dall’ex premier Boris Nemtsov, è stato messo al bando dalla partecipazione al voto dello scorso 4 dicembre (molti liberali hanno votato il partito comunista, secondo gli osservatori, in mancanza d’altro). Nemtsov sostiene che la candidatura di Prokhorov serve principalmente a limitare i suoi consensi, soprattutto tra le migliaia di persone scese in piazza sabato a Mosca e tra i loro sostenitori in giro per il paese. “Questo progetto è al cento per cento ispirato da Putin”, ha detto all’agenzia Reuters.

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Anche Aleksei L. Kudrin ha annunciato oggi la sua candidatura alle presidenziali, insieme alla fondazione di un nuovo partito. Kudrin era ministro delle Finanze fino allo scorso settembre, quando aveva criticato il presidente Dimitri Medvedev dicendo di non aspettarsi di far parte del governo russo dopo il voto del 2012. «Non solo perché non mi è stato offerto l’incarico, ma perché penso che le differenze di opinioni non mi permettano di farne parte». Kudrin aveva criticato il presidente Medvedev per aver approvato un aumento della spesa militare pari a circa 65 miliardi, il 3 per cento del PIL della Russia. «È quanto abbiamo speso nel 2011 per l’istruzione. Significa che pagheremo la stessa somma per le spese militari e per l’istruzione». Per queste dichiarazioni Kudrin – che ha stretti legami con Putin – era stato rimosso dall’incarico. Il partito di Mikhail D. Prokhorov gli ha offerto un posto come guida del partito ma Kudrin aveva rifiutato. Putin in questo momento ha altri due sfidanti, oltre a Prokhorov e Kudrin: Gennady Zyuganov, del Partito Comunista, e Sergey Mironov, del partito “Russia Giusta”.

foto: NATALIA KOLESNIKOVA/AFP/Getty Images