• Mondo
  • domenica 4 Dicembre 2011

Ha perso Putin?

Il partito di governo in Russia non ha più la maggioranza assoluta alla Duma, secondo i primi exit poll

Oggi in Russia si votava per il rinnovo della Duma, la camera bassa. Secondo i primi exit poll il partito di Vladimir Putin e Dimitri Medvedev, Russia Unita, avrebbe ottenuto il 48,5 per cento dei voti. Si tratterebbe di una vittoria numerica ma di una significativa sconfitta politica, dato che nel 2007 il partito aveva ottenuto il 64 per cento dei consensi e resterebbe così senza la maggioranza assoluta, sottraendogli quasi 100 seggi. “Gli elettori hanno consentito al partito Russia Unita di mantenere la posizione di leader nel Paese, potremo garantire lo sviluppo stabile del Paese”, ha detto Putin.

Nella giornata di oggi l’unico osservatore indipendente delle elezioni, Golos, aveva detto di avere raccolto 5.300 reclami riguardo presunte violazioni della legge elettorale, oltre a denunciare un attacco hacker al loro sito Internet. Golos è un’organizzazione finanziata dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Il primo ministro Vladimir Putin ha risposto alle accuse dicendo che le potenze straniere vogliono falsare i risultati delle elezioni. Il voto di oggi era di fatto un referendum sulla popolarità dello stesso Putin, a tre mesi dalle elezioni presidenziali che si terranno il 4 marzo 2012. Putin è già stato presidente per due mandati tra il 2000 e il 2008. Una diminuzione dei consensi di Russia Unita era considerata probabile, ma nessuno azzardava prevedere la perdita della maggioranza assoluta. Se confermato, questo risultato potrebbe cambiare i piani dell’attuale presidente Medvedev, che in teoria dovrebbe riscambiarsi il posto con Putin e ritornare a essere premier.

L’unico leader politico che avrebbe potuto movimentare i giochi elettorali, il magnate dell’acciaio Mikhail Prokhorov, era stato liquidato dalla guida del partito liberale Giusta Causa in circostanze assai controverse. L’altra forza politica d’opposizione liberale e democratica, il Partito della Libertà del Popolo, che porta avanti una linea più intransigente, si era vista negare dalle autorità il diritto di costituirsi partito politico. I portavoce del movimento, in risposta, avevano invitato gli elettori a boicottare le elezioni. I principali avversari di Russia Unita erano quindi il Partito Comunista, il LDPR del nazionalista Vladimir Zhirinovsky e i socialisti di Russia Giusta. Proprio il partito comunista, sempre secondo gli exit poll, sarebbe al secondo posto con oltre il 20 per cento dei voti. Se il dato venisse confermato, i comunisti avrebbero addirittura raddoppiato le preferenze delle elezioni parlamentari del 2007, quando ottennero l’11,5 per cento dei voti.

Secondo in primi exit poll sulle elezioni legislative di oggi in Russia, nella Duma – il ramo basso del parlamento – entrano solo i quattro partiti già presenti: Russia Unita, il partito comunista (Kprf), i liberaldemocratici (Ldpr) e Russia Giusta, che supera il partito di Vladimir Zhirinovski. Fuori gli altri tre partiti in lizza, che non hanno superato lo sbarramento del 7%: secondo l’exit poll di Vtsiom, Iabloko è al 4,17%, Giusta Causa all’1,10% e i Patrioti della Russia allo 0,90%.

Oggi, intanto, oltre cento persone sono state arrestate a Mosca nel corso di una manifestazione improvvisata contro il premier Putin e il suo partito Russia Unita.

Guida alle elezioni in Russia

foto: ALEXANDER ZEMLIANICHENKO/AFP/Getty Images