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  • lunedì 21 Novembre 2011

Lo spray sui manifestanti di Occupy

Le foto degli studenti di Davis riempiti di sostanze urticanti sollevano nuove polemiche sui metodi violenti adottati dalla polizia statunitense

Aggiornamento alle 21,31: Linda Katehi, rettore della University of California al centro delle polemiche per il video in cui si vede un poliziotto che spruzza dello spray urticante su un gruppo di studenti immobili, ha dichiarato che il capo della polizia del campus, Annette Spicuzza, è stato temporaneamente messo in congedo. Linda Katehi ha spiegato che si tratta di un «passo necessario per ripristinare la fiducia nel campus», ma ha anche respinto ogni ipotesi di dimissioni dicendo: «Non penso di aver violato le politiche delle istituzioni. Ho lavorato molto duramente per rendere questo campus sicuro per tutti».

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Mentre vanno avanti, alternativamente, occupazioni e sgomberi del movimento Occupy in molte citta americane, una serie di foto e video sta ponendo con urgenza negli Stati Uniti il problema delle misure adottate dalla polizia contro i manifestanti. Sabato avevamo scritto della foto scattata a Portland, che mostrava un agente spruzzare dello spray urticante sul volto di una ragazza. Sta girando da ieri un’altra foto, stavolta scattata alla University of California, che riprende un momento dello sgombero dell’accampamento: un agente della polizia dell’università spruzza dello spray urticante su un gruppo di studenti immobili che si stavano opponendo silenziosamente e pacificamente.

L’agente chimico usato per gli spray urticanti provoca dolore a chi ne è colpito e rende più semplice la rimozione forzata delle persone. L’accampamento improvvisato nel campus è stato smantellato e la polizia ha fermato otto uomini e due donne: i poliziotti coinvolti nell’operazione sono stati momentaneamente sospesi per investigare sulla regolarità del loro comportamento. Nathan Brown, professore associato di letteratura ingliese alla Davis, sostiene che ciò che è successo è anche peggio di quanto è visibile nei video, e ha chiesto le dimissioni del rettore Linda Katehi. Nella sua richiesta, che si è ora trasformata in una petizione online, si legge:

Senza alcuna provocazione oltre a quella rappresentata dai corpi degli studenti che sono semplicemente rimasti seduti a terra, tenendosi per le braccia, la polizia ha spruzzato spray urticante. Gli studenti sono rimasti seduti, contorcendosi dal dolore, tenendosi per le braccia. Cos’è successo dopo?

La polizia ha usato manganelli per provare a dividerli. Quelli che si lasciavano separare dagli altri venivano arrestati: i poliziotti facevano pressione sui loro corpi spingendogli al testa sul terreno. Quelli che sono riusciti a restare al loro posto sono stati colpiti direttamente sul volto dallo spray, mentre venivano tenuti fermi. Quando gli studenti si coprivano gli occhi con i vestiti, la polizia li costringeva a aprire la bocca e gli spruzzava lo spray direttamente in gola. Molti di questi studenti sono stati portati all’ospedale. Altri sono feriti. Uno di loro, quarantacinque minuti dopo essere stato colpito dallo spray direttamente in gola, stava ancora tossendo sangue.

Il rettore ha risposto alla petizione durante una conferenza stampa, dicendo di non considerare “appropriato” dare le dimissioni e di non aver violato i regolamenti. Durante la stessa conferenza stampa ha condannato duramente il comportamento degli agenti. Il dipartimento di polizia del campus ha difeso il comportamento dei propri agenti e del tenente John Pike, l’agente che nella foto spruzza lo spray urticante contro gli studenti, mentre la polizia di Davis si è dissociata dall’attacco.

Il sito dell’Atlantic, in un lungo articolo, prova ad analizzare l’abitudine delle forze dell’ordine statunitensi ad azioni e reazioni violente.

È difficile guardare questo tipo di aggressioni e pensare che questo sia il modo in cui facciamo le cose in America. Allo stesso tempo, però, è tutto troppo americano. L’America ha una lunga storia di proteste che hanno incontrato una reazione eccessiva o violenta, registrate soprattutto lungo la seconda metà del ventesimo secolo. Tra le persone nate dopo le grandi proteste – alcune delle quali non poi così grandi – esiste una fantasia comune, secondo cui se all’epoca fossero stati vivi e adulti si sarebbero indubbiamente schierate dalla parte più coraggiosa della storia. Ma la verità è che le proteste americane – soprattutto alla loro nascita – appaiono spesso controverse, politicamente complicate, estranee al pensiero comune e pericolose. […] Il movimento Occupy è tanto nuovo quanto diffuso, e sembra meno interessato a guadagnare potere piuttosto che a mettere a disagio il potere stesso e sollevare dubbi interessando l’opinione pubblica.

L’Atlantic ha raccolto dei video che mostrano la facilità con cui la polizia ha fatto ricorso alla violenza nei confronti dei manifestanti, in queste settimane.

Occupy UC Davis

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