Abbiamo un governo

La Camera vota la fiducia, solo la Lega vota contro: intanto Giuliano Ferrara attacca i berlusconiani che avrebbero "impedito" a Berlusconi di parlare

15.35 – Enrico Letta rivendica il biglietto su Facebook.

Certo che il biglietto e’ mio. E mi pare la dimostrazione che in privato diciamo le stesse cose che in pubblico. Sostegno pieno, soddisfazione per il miracolo e suggerimenti per la composizione di una squadra di tecnici che funzioni bene con il Parlamento, visto che la convivenza durera’ per un buon anno e mezzo

15.23 – Finita la votazione. Presenti e votanti 617, maggioranza 309, favorevoli 556, contrari 61. La Camera vota la fiducia al governo Monti.

15.19 – La storia del mancato discorso di Berlusconi alla Camera – annunciato e poi ritirato – si arricchisce di un nuovo dettaglio. Lo fornisce il Foglio in un rassegnato commento firmato da Giuliano Ferrara, che sostiene che qualcuno abbia “impedito” a Berlusconi di pronunciare un discorso (scritto da lui?). A giudicare da quanto scrive Ferrara, con quel discorso Berlusconi avrebbe chiesto le elezioni.

Ci siamo battuti con i nostri argomenti, e senza pretendere di avere ragione, contro la fine ingloriosa della parabola del cavaliere, della parabola di Berlusconi. Siamo stati sconfitti; sconfitti come dei piccoli Napoleone in una piccola Waterloo senza rimedio, senza possibilità di riscatto, molto probabilmente. L’unico riscatto sarà continuare a vivere, a lavorare e ad essere ciò che siamo sempre stati, gente non ipocrita che sa dire la verità. Alla Camera si è celebrata nella forma più incredibile la fuga ingloriosa dei berluscones da ogni loro residua possibile responsabilità. Una classe dirigente che non è una classe dirigente, che ha perso il governo che aveva vinto dopo regolari elezioni politiche, che ha perso la faccia dando il la a un governo tecnico-politico ambiguo in cui la rispettabilità di chi lo presiede e dei ministri che lo compongono non riscatta la pessima qualità dell’operazione politica che rappresenta, fatta di violazione della sovranità nazionale italiana, fatta di violazione e sospensione della democrazia politica. Questa non classe dirigente è arrivata fino al punto di ammazzare in effige, imbavagliandolo, il suo capo; impedirgli di pronunciare un discorso che avrebbe forse potuto dare una minima nota di finale dignità alla catastrofe del cosiddetto Pdl, quel Popolo delle libertà che si è acconciato a lasciare che le libertà, e la principale delle libertà, il diritto di voto, esercitato in Grecia, in Irlanda, in Islanda, in Portogallo, in Spagna, fosse invece negato agli italiani. Una tremenda, inappellabile vergogna che richiede un forte giudizio di condanna di tutte le persone perbene che hanno difeso in questi anni, nel bene e anche nel male, gente che non valeva la pena di essere difesa.

15.09 – Il numero enorme dei deputati italiani si riflette anche nell’estenuante durata della chiama: siamo alla D. Della prima chiama.

14.16 – Inizia la chiama partendo dall’onorevole Giulietti.

14.14 – Berlusconi saluta Monti e i suoi ministri e c’è un breve applauso.

14.13 – Dura pochissimo l’intervento di Scilipoti, sessanta secondi, poi Fini gli leva la parola. Tra poco inizia la chiama e c’è poco tempo.

14.12 – Interviene Scilipoti con il lutto al braccio.

14.12 – Andrea Sarubbi (PD) segnala su Twitter che almeno una cinquantina di deputati del PdL non hanno applaudito Alfano al termine del suo intervento.

14.11 – Alfano non ha sostanzialmente attaccato la ex opposizione nel suo intervento, appena finito.

14.10 – Berlusconi si assopisce, poi si risveglia, poi si riassopisce…

14.09 – Alfano: “Non c’è alcuna opposizione nel riesaminare i provvedimenti per le imposte sulle abitazioni”. Il no deciso resta sulla patrimoniale.

14.08 – Appello di Alfano alla Lega Nord: restiamo amici.

14.07 – Alfano: “Questo non è un governo delle larghe intese o di compromesso storico. È una coalizione della responsabilità nazionale.”

14.05 – Alfano elenca i provvedimenti del governo da poco dimesso, rivendicando l’impegno per il pareggio di bilancio entro il 2013.

14.03 – Alfano: “La tregua va gestita con moderazione e prudenza politica”.

14.01 – Alfano: “Bisogna trasformare l’euro di una vera moneta comune con una Banca centrale vera e propria. L’euro sta fallendo la sua prima grande prova.”

14.00 – Berlusconi è seduto al fianco di Alfano.

14.00 – “Voteremo compatti la fiducia al governo Monti” inizia così l’intervento Angelino Alfano (PdL).

13.59 – Lungo applauso per Bersani mentre i leghisti gridano elezioni.

13.57 – Bersani: “Siamo ancora in condizione di stupire, basta avere fiducia in noi stessi” conclude riferendosi a quanto fatto in dieci giorni per creare il nuovo governo.

13.57 – Il duro attacco di Bersani è indirizzato principalmente alla Lega Nord, lasciando sullo sfondo il PdL.

13.56 – Bersani: “In Europa ci si va con delle misure di civiltà” rivolgendosi alla Lega Nord e al trattamento riservato agli immigrati.

13.56 – Monti ascolta con attenzione.

13.55 – Bersani: “Basta con l’egoismo sociale. Se le rimanesse un solo euro in cassa, per cortesia lo spenda per un servizio per i disabili. Senza solidarietà non c’è senso di comunità. E senza comunità non possiamo salvarci.”

13.53 – Bersani: “Desideriamo che l’Italia torni al suo posto nell’Europa. Riprendiamoci il nostro posto tra le prime tre realtà di questa Europa. E desideriamo che l’Italia aiuti l’Europa a essere tale”.

13.51 – Bersani: “Vi sosterremo con l’orgoglio delle nostre idee. Non chiediamo miracoli e ci fa piacere che non ne promettiate. Chiediamo sobrietà e ci fa piacere che la stiate dimostrando”. Ringrazia per le parole di verità sulla crisi.

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