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  • mercoledì 2 Novembre 2011

Un maxiemendamento

Si è chiuso il Consiglio dei Ministri sulla crisi: è fallita l'ipotesi di un decreto e, secondo le prime anticipazioni, non ci saranno la patrimoniale né il prelievo forzoso sui conti corrente

Sono terminati gli incontri in cui erano coinvolte Italia e Grecia alla vigilia del G20. In Italia è fallita, per ora, l’ipotesi di un decreto: il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un maxiemendamento alla legge di stabilità con le norme anti crisi. Solo in un secondo tempo si procederà con un decreto e un disegno di legge. A influenzare la decisione sarebbe stato Giorgio Napolitano: nel provvedimento era previsto l’inserimento di misure che non avevano a che fare con l’emergenza economica. Anche Giulio Tremonti aveva espresso obiezioni sul decreto dichiarandosi invece favorevole alla via parlamentare.

Nel comunicato pubblicato dopo la chiusura del Consiglio si parla di un maxiemendamento senza però alcuna indicazione sulle misure approvate.

«Il Consiglio dei ministri, appositamente convocato in via straordinaria, ha esaminato un complesso di misure urgenti a sostegno della economia italiana nello scenario di una sfavorevole congiuntura che sta investendo l’Europa. A seguito degli indirizzi da parte della Banca Centrale europea e delle intese raggiunte nell’ultimo Vertice dell’Unione, il Consiglio ha in particolare approvato un maxi emendamento al disegno di legge di stabilità, che recepisce sul piano normativo gli impegni assunti dal Presidente Berlusconi nella sua lettera all’Unione europea del 26 ottobre scorso»

Secondo alcune anticipazioni, non dovrebbero esserci i prelievi forzosi sui conti correnti (lo ha riferito il ministro dello Sviluppo Paolo Romani), la patrimoniale, i condoni, l’aumento dell’età pensionabile. Tra le misure approvate potrebbero comparire, invece, la vendita di immobili del patrimonio pubblico, le liberalizzazioni del trasporto locale e degli ordini professionali, il pacchetto lavoro (rilancio per giovani e donne, ma non la flessibilità in uscita) e le norme sulla velocizzazione delle opere pubbliche. Misure già apparse nelle bozze del decreto sviluppo.

In una nota, Silvio Berlusconi avverte però che «eventuali testi in circolazione non corrispondono a quanto esaminato e approvato nel Consiglio dei Ministri appena concluso».

Via libera, invece, a uno schema di regolamento che riconosce ai Comuni capoluogo di provincia, alle Unioni dei Comuni e ai Comuni inclusi negli elenchi regionali come località turistiche o città d’arte, la possibilità di istituire una tassa di soggiorno a chi alloggia nelle strutture ricettive di quel territorio.

Si torna a parlare, e mentre il Consiglio è ancora in corso, di una lettera di frondisti: un gruppo di parlamentari del Pdl avrebbe preparato e anche firmato un documento in cui si chiede a Silvio Berlusconi un passo indietro, un nuovo esecutivo e l’allargamento della maggioranza. Maurizio Paniz, nella squadra degli avvocati del premier e deputato del Pdl, ha escluso una nuova candidatura di Berlusconi nel 2013 proponendo Gianni Letta o Renato Schifani alla guida di un governo del centrodestra che porti il Paese a fine legislatura.

A Cannes, nel frattempo, si è svolto il vertice tra Nicolas Sarkozy, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier George Papandreou convocato d’urgenza dopo la sua decisione di indire un referendum sul piano di aiuti europeo alla Grecia. Nella conferenza stampa finale, Sarkozy ha detto che il referendum «si potrebbe tenere il 4 e il 5 dicembre» ma che l’Unione europea e il Fondo Monetario non verseranno la tranche di aiuti fino a quando Atene non «avrà adottato l’accordo di Bruxelles del 26 ottobre».

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23.39 – è in corso la conferenza stampa congiunta di Merkel e Sarkozy. “Vogliamo che la Grecia resti nell’euro” dice la cancelliera tedesca. Sulla questione del referendum greco: “si potrà fare tra il 4 e il 5 di dicembre. La tranche potrà essere versata alla Grecia solo dopo la conferma dell’accordo adottato il 26 ottobre”, aggiunge Sarkozy

23.36 – è terminato il vertice a Cannes tra Sarkozy, Merkel e Papandreou

23.20 – Il Giornale di domani aprirà sulla lettera dei frondisti: “La notte dei traditori”

23.15 – sull’esito del Cdm, il Pd è scettico: “le misure sono ancora lontane da quel che ci vorrebbe, purtroppo”

23.12 – la prima pagina de La Padania di domani: “Governo: nasce l’agenda europea anticrisi. Da Bossi no a Monti e stop sulle pensioni”. Enrico Mentana commenta che la linea della Lega sembra essere stata recepita dal maxiemendamento

23.10 – stasera non sarà disponibile il testo sul maxiemendamento

23.08 – dice Altero Matteoli: “nel maxiemendamento non ci saranno misure sulle pensioni e sul mercato del lavoro”

23.06 – Susanna Camusso commenta l’esito del Cdm: “è evidente che il governo è in stato confusionale”

23.03 – nel frattempo è ancora in corso l’incontro a Cannes con Papandreou: secondo indiscrezioni, Patrice Lagarde avrebbe riferito ai leader europei di procedere senza tenere conto della decisione sul referendum greco

22.59 – Enrico Mentana dice che nel comunicato del Cdm si parla dell’approvazione di un maxiemendamento, ma non viene reso noto il testo; annuncia anche una nota del Presidente del Consiglio nella quale si preciserà che le indiscrezioni sui contenuti circolati in questi minuti non corrispondono al testo reale

22.55 – Massimo Mucchetti, ospite da Enrico Mentana, commenta le anticipazioni: “domani andiamo nudi davanti al nemico”

22.50 – Dice Mentana: “il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, intercettato, ha affermato che quando si calano le braghe bisogna stare attenti a coprirsi le spalle perché svolazzano i temuti uccelli paduli”. Calderoli esprimerebbe il suo totale disappunto per la mancata approvazione tramite decreto

22.45 – Enrico Mentana parla di tre anticipazioni che sarebbero contenute nell’emendamento: vendita di immobili del patrimonio pubblico, liberalizzazione dei trasporti pubblici locali e liberalizzazione delle professioni

22.41 – il Consiglio dei ministri avrebbe approvato un emendamento alla legge di stabilità. Solo in un secondo tempo si procederà con un decreto e un disegno di legge con le misure contro la crisi

22.40 – a minuti il comunicato ufficiale del Cdm

22.39 – sulla patrimoniale: “Non ci sarà”, dice il sottosegretario all’Economia Luigi Casero che aggiunge: “Abbiamo parlato di procedure, non di interventi specifici”

22.34 – fonti dell’esecutivo spiegano che non ci sarà alcun prelievo forzoso sui conti corrente. E pare che non ci saranno nemmeno interventi sul patrimonio

22.32 – il Consiglio dei ministri ha approvato un emendamento alla legge di stabilità

22.31 – Il Consiglio dei ministri si è concluso

22.15 – si torna a parlare, dopo dieci giorni, della lettera dei frondisti Pdl, ma questa volta ci sarebbero anche le firme. Ne parla Enrico Mentana e lo riprende La Repubblica citando dodici firme su un documento in cui si chiederebbe al premier un passo indietro, un nuovo esecutivo e l’allargamento della maggioranza.

22.01 – il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, iniziato alle 20.40, è stato per ora sospeso

21.07 – è iniziata a Cannes la cena con il premier greco George Papandreou, alla quale partecipano la cancelliera tedesca Angela Merkel, il direttore dell’Fmi, Christine Lagarde, il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, il presidente della Commissione Jose Manuel Durao Barroso e il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Con Papandreou c’è anche il suo ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, che ieri aveva dichiarato di non essere stato informato dal premier della sua decisione di convocare il referendum.

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Domani si apre a Cannes il G20: la crisi del debito e la tenuta dell’euro saranno le questioni centrali con l’Italia e la Grecia protagoniste della discussione. Silvio Berlusconi stasera sarà impegnato in un Consiglio dei ministri straordinario per il provvedimento d’urgenza da presentare domani al summit. Oggi il premier ha trascorso la giornata tra palazzo Chigi e via del Plebiscito per studiare il decreto legge con le misure annunciate a Bruxelles nella sua lettera d’intenti contro la crisi.

Oggi, anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha convocato i principali leader per verificare la coesione nazionale in vista di misure che il Quirinale, il primo novembre, aveva definito «improrogabili». Le possibilità sono due: inserire le norme nel ddl stabilità, all’esame del Senato, attraverso un maxiemendamento oppure un decreto.

Nel frattempo, a Cannes, i lavori si concentrano sulla crisi della Grecia: il presidente francese Nicolas Sarkozy ha da poco terminato un colloquio con Angela Merkel alla presenza del direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde e del presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy.

A breve inizierà l’incontro di Merkel e Sarkozy con il premier greco George Papandreou, convocato d’urgenza dopo la decisione di indire un referendum, entro fine anno, sul piano di aiuti europeo al suo Paese. Alcuni collaboratori dell’Eliseo hanno fatto circolare la voce che: «il gesto dei greci è irrazionale e pericoloso». E il capogruppo parlamentare dei Liberali democratici tedeschi, Rainer Bruederle ha aggiunto che «sembra una mossa per fare retromarcia sull’accordo raggiunto» la scorsa settimana a Bruxelles. In un comunicato il presidente francese ha fatto sapere che «il piano adottato giovedì scorso all’unanimità è la sola via possibile per risolvere il problema del debito greco». Da parte sua Papandreou ha spiegato che «per un problema nazionale, ci vuole una risposta nazionale. Ogni cittadino deve assumersi le proprie responsabilità. Il governo ha fiducia nel popolo e nel suo giudizio e rispetterà la sua decisione. Se il popolo non vorrà l’accordo scaturito dal vertice europeo, esso non sarà realizzato».