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  • venerdì 28 Ottobre 2011

Philip Glass su Occupy Wall Street

Viene tutto da Gandhi, spiega in un articolo sullo Huffington Post

Il compositore statunitense Philip Glass, autore di musica contemporanea e colonne sonore celeberrime, aveva dedicato la sua terza opera, nel 1979, alla formazione e alla vita del Mahatma Gandhi in Sud Africa. Satyagraha, parola che in sanscrito indica il tipo di disobbedienza civile praticata senza violenza, è un’opera musicale in tre atti e sta per essere riproposta il 22 novembre (dopo il 2008) al Metropolitan di New York. In un articolo pubblicato venerdì dallo Huffington Post, Glass ha spiegato come le pratiche politiche di Gandhi (e quelle di Martin Luther King) abbiano ispirato anche le proteste di Occupy Wall Street.

Più di cento anni fa il Mahatma Gandhi ha dato inizio al suo movimento per il cambiamento sociale attraverso la non-violenza in Sud Africa. Ha creato un movimento attivista e una strategia per costringere il governo sudafricano a riconoscere i diritti civili della popolazione indiana che si trovava lì per lavorare. (…) Le opinioni di Gandhi erano già saldamente radicate nella non-violenza e con questo principio come guida sono state sviluppate tutte le pratiche utilizzate anche oggi negli sforzi orientati al cambiamento sociale (…). Per dirla in modo semplice, Gandhi ha cambiato il mondo del suo tempo e anche il nostro.

Philip Glass ha spiegato come la non-violenza sia stata alla base anche del movimento guidato da Martin Luther King che, con Gandhi, ha ispirato i movimenti contemporanei pacifici contro la guerra.

Ora, per la prima volta da quasi tre generazioni, i cittadini americani sono scesi per la strada ad occupare Wall Street. Ma hanno già superato Wall Street. Sinceramente questo è diventato il movimento di “Occupy Main Street”. È nazionale, di base e indipendente. Nel rispondere alla frustrazione e alla tristezza generale che sentiamo, questi movimenti hanno preso ancora una volta come principi di base l’attivismo e la non-violenza. Dovremmo essere orgogliosi del fatto che le garanzie fondamentali di libertà di parola e di raduno sono al centro della nostra Costituzione e della Carta dei Diritti. (…) Così, quando si tratta di “Occupy Main Street”, non dobbiamo dimenticare che questi sono gli americani, noi stessi che esercitiamo i nostri diritti e doveri di cittadini. Ed esercitandoli, li salvaguardiamo per tutti.