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  • giovedì 20 Ottobre 2011

Le proteste di giovedì in Grecia

Le foto degli scontri e delle manifestazioni di oggi mentre il Parlamento vota il piano anti-crisi

In Grecia un uomo è morto nel corso della manifestazione davanti al Parlamento di Atene durante il secondo giorno di sciopero generale indetto per protestare contro le misure anti-crisi. Il Guardian spiega che l’uomo si chiamava Dimitris Kotsaridis, aveva 53 anni ed era un lavoratore edile iscritto al Partito comunista. Inizialmente la stampa greca ha fornito diverse spiegazioni alla causa della morte, dall’infarto ai pestaggi da parte di altri manifestanti, ma l’ospedale in cui è stato ricoverato ha detto che l’uomo non era ferito quando è arrivato e che è morto per cause naturali. Alcuni testimoni hanno detto di averlo visto cadere dopo essere stato colpito dai gas lacrimogeni aperti dalla polizia per disperdere la folla, mentre la BBC riporta testimonianze di un sindacalista picchiato da un gruppo di manifestanti, ma non è ancora chiaro se si tratti di Kotsaridis.

Secondo la TV di stato greca, da questa mattina altre 30 persone sono state portate in ospedale per ferite o per problemi respiratori. Secondo l’Associated Press le persone che hanno manifestato oggi nelle strade di Atene sono più di 50mila, e la gran parte è confluita in Piazza Syntagma, davanti al Parlamento. Anche oggi ci sono stati numerosi scontri ed episodi di violenza tra manifestanti e poliziotti. Alcuni giovani mascherati hanno lanciato pietre, molotov ed estintori contro i manifestanti dei sindacati. Questi, che avevano il compito di gestire la manifestazione, hanno risposto agli attacchi brandendo dei bastoni.

Nel frattempo il parlamento sta esprimendo il voto finale sul nuovo pacchetto di misure anti-crisi, dopo averlo approvato ieri con un voto preliminare. Le misure dovranno convincere Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale a estendere il prestito che dovrebbe consentire alla Grecia di arginare la crisi. Il voto finale sul nuovo pacchetto anti-crisi dovrebbe passare nel pomeriggio con una maggioranza prevista di 154 voti a favore. Il piano prevede tra le altre cose nuovi tagli a pensioni e stipendi e cassa integrazione per circa trentamila dipendenti del settore pubblico. «Le persone devono capire che questi interventi sono necessari per evitare una crisi ancora più profonda e più dura», ha detto il ministro dell’Economia Evangelos Venizelos.

Mercoledì oltre centomila manifestanti si erano radunati dalla mattina sotto la scalinata del Parlamento, chiedendo le dimissioni del governo e scontrandosi più volte con la polizia. Le forze dell’ordine hanno da subito adottato una linea repressiva molto dura con lancio di lacrimogeni. Migliaia di persone hanno manifestato anche nel resto del paese, soprattutto a Salonicco, Creta, Corfù e Patrasso. Tutti i media greci sono concordi nel definire le manifestazioni di protesta di questi giorni le più grandi dalla fine della dittatura nel 1974.

Le foto delle proteste in Grecia

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