La storia di Asterios Polyp

Le tavole di uno dei più celebrati graphic novel degli ultimi anni, tradotto ora in Italia

È appena uscito in Italia – pubblicato da Coconino – uno dei più ammirati e originali graphic novel degli ultimi anni, Asterios Polyp di David Mazzucchelli, autore americano con precedenti alla Marvel. Era uscito nel 2009 negli Stati Uniti ed era stato molto celebrato per la “complessa struttura narrativa, un disegno meticoloso di grande rigore, molte trovate formali e un racconto pieno di idee e riflessioni”. Il blog “Conversazioni sul fumetto” ospita addirittura uno speciale ricco di articoli e recensioni sul libro. La storia parla di un architetto in crisi di invecchiamento, di identità e di senso, le cui riflessioni sono arricchite da frequenti riferimenti colti e quasi filosofici.

La trama è semplice: incontriamo Asterios nel suo lurido appartamento di Manhattan che, colpito da un fulmine, sta bruciando. Lui lascia di corsa l’appartamento, portando con sé solo tre cose: il suo orologio, un accendino e un coltellino svizzero. Sale sulla metropolitana e prende un autobus fino al capolinea, che opportunamente lo deposita in una città chiamata Apogee. Asterios trova lavoro come meccanico con un gentile quanto inopportuno operaio mattacchione di nome Stiffly Major, sposato con una rubensiana “divinità” new age di nome Ursula. Con il procedere del libro, al lettore vengono date tre diverse prospettive: lo schietto rendiconto delle giornate di Asterios ad Apogee, una serie di flashback sul suo passato (in particolare, sul modo in cui la relazione con la moglie è finita in briciole) e alcune digressioni narrate dal suo defunto gemello Ignazio.

L’edizione di Coconino è fedele alla cura del volume originale e costa 29 euro.

Luca Sofri su Asterios Polyp (2009)

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