(AP Photo/Farah Abdi Warsameh)

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  • martedì 4 Ottobre 2011

L’esplosione a Mogadiscio

Almeno 70 persone sono state uccise oggi in un attentato suicida rivendicato da al-Shabaab

(AP Photo/Farah Abdi Warsameh)

Un attentato suicida ha ucciso almeno settanta persone questa mattina a Mogadiscio, in Somalia. L’attentato è stato rivendicato da al-Shabaab, l’organizzazione terroristica che lo scorso 7 agosto si era ritirata dalla capitale somala per la prima volta dopo anni di vessazioni e violenze. «Uno dei nostri mujahideen si è sacrificato per uccidere i rappresentanti del governo e dell’esercito», ha fatto sapere uno dei terroristi a AFP. Il kamikaze si è fatto saltare in aria con la sua auto davanti a uno degli edifici del governo.

La leadership di al-Shabaab è emersa dall’Unione delle Corti Islamiche, una rete di gruppi islamici che all’inizio del 2006 prese il controllo di Mogadiscio con il sostegno della popolazione, stremata dalle violenze dei “signori della guerra”. L’Unione delle Corti Islamiche riuscì in un primo momento a ripristinare alcuni servizi di base, tra cui scuole e ospedali, e conquistò ulteriormente il sostegno della popolazione locale. Ma l’apice della popolarità fu raggiunto alla fine del 2006, quando le truppe dell’esercito etiope – su forte pressione dell’amministrazione Bush – invasero la Somalia con l’obiettivo di espellere dal paese i gruppi islamici radicali. A quel punto al-Shabaab e alcuni altri gruppi di fondamentalisti iniziarono a essere considerati eroi che combattevano per la libertà del popolo somalo.

Quando l’esercito etiope si ritirò definitivamente dalla Somalia nel 2009, le varie fazioni delle corti islamiche iniziarono a lottare tra di loro per la spartizione del potere. E la linea fondamentalista prevalse. Da allora al-Shabaab ha iniziato a terrorizzare la popolazione locale nel tentativo di ripristinare uno stato islamico radicale: lapidazioni, amputazioni di arti, censura di programmi televisivi e anche di alcuni indumenti come il reggiseno. E poi molti attentati suicidi, come quello del 2010 in Uganda, con tecniche molto simili a quelle di al Qaida. Alcuni testimoni che hanno assistito al ritiro di agosto da Mogadiscio avevano subito fatto notare che non era destinato a durare. Anche nel 2006 al-Shabaab aveva portato a sud tutte le sue truppe, ma poi era tornata ancora più forte. Il portavoce del gruppo, Ali Mohamud Rage, aveva detto che il ritiro da Mogadiscio era solo una scelta strategica e che al-Shabaab continuerà a mantenere il controllo su altre parti del paese.