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  • giovedì 8 Settembre 2011

Bisogna essere scemi

Mandate via il direttore di Raiuno, senza por tempo in mezzo e senza dibattito

Confessiamo che – da vecchi diffidenti del sensazionalismo giornalistico e della titolazione superficiale – quando abbiamo letto della puntata di una serie tv tedesca non mandata in onda perché vi si raccontava un matrimonio tra omosessuali, abbiamo voluto leggere bene i resoconti e verificare che non ci fossero questioni trascurate dai titoli, elementi non spiegati, ragioni che complicassero il giudizio. E confessiamo che quando siamo arrivati al punto delle cronache in cui il direttore di Raiuno Mauro Mazza spiegava che ragioni di palinsesto avevano obbligato a tagliare una puntata – per quanto lo spiegasse assai poco chiaramente e per quanto le nostre diffidenze sui dirigenti Rai superino quelle sui titolatori dei giornali – ci è suonato un campanello d’allarme: sta’ a vedere che l’hanno tagliata per altri motivi, va’ a sapere, che le cose sono più complicate.

Non lo erano, invece: è bastato leggere la candida frase successiva di Mazza perché ci salisse in gola la sbrigativa espressione – sbrigativa, sì, ammettiamo, e superficiale, e non all’altezza dell’inclinazione all’analisi e alla moderazione del Post – “questo è scemo”. Ne chiediamo scusa rendendola pubblica, per autoflagellarci di tanta mancanza di autocontrollo. Ma ecco le parole di Mazza che l’hanno suscitata:

«Avevamo la necessità di togliere una puntata della serie per problemi di spazio editoriale, dovendo variare le puntate abbiamo deciso di togliere questa in quanto, il matrimonio gay avveniva sull’altare di una chiesa cattolica, alla presenza di una suora e di un sindaco. Abbiamo quindi deciso di eliminarla proprio per evitare una polemica e invece ne è scoppiata un’altra per ragioni diverse»

Ovvero, Mazza, il direttore della principale rete della tv pubblica, afferma pubblicamente di aver voluto impedire che i cittadini di uno stato laico e che si riteneva nel 2011 assistessero a un “matrimonio gay sull’altare di una chiesa cattolica” e di ritenere che questa scelta “evitasse una polemica”. Adesso, al Post pensiamo che le polemiche politiche e intellettuali dovrebbero destinare i loro impegni a temi più ricchi e fertili che non quelli di un telefilm tedesco, e che un dibattito sulla scelta di metterlo in onda per queste ragioni sia inesistente, come discutere se è giusto o no investire un bambino sulle strisce (al massimo è discutibile se l’investitore sia cretino o cosa, ma non lo faremo in questa sede). E quindi non è per discutere e sviluppare opinioni ovvie che ne scriviamo, né per nobilitare un argomento delirante al solo prenderlo in considerazione. Ma solo per appoggiare ogni richiesta di dimissioni che venga formulata nei confronti di un direttore di rete pubblica inadeguato, incapace, pericoloso per il servizio pubblico e per il bene dell’azienda. Proprio per evitare ogni polemica.

(foto Virginia Farneti/LaPresse)