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  • martedì 6 Settembre 2011

Il processo contro l’ex primo ministro islandese

Geir Haarde è accusato di negligenza nel crollo finanziario del suo paese del 2008

È iniziato a Reykjavik il processo contro l’ex primo ministro islandese Geir Haarde, accusato di negligenza nel collasso finanziario del paese di tre anni fa. Repubblica oggi traduce l’articolo del New York Times di domenica che lo raccontava: intanto Haarde ieri si è dichiarato innocente.

Il polverone sollevato dall´impressionante disastro finanziario islandese – che ha comportato il fallimento delle tre banche più grandi e quindi il crollo della sua economia nell´autunno del 2008 – si stava appena diradando e già il Paese si è messo alla ricerca di qualcuno sul quale addossare le responsabilità dell´accaduto. Di sicuro le banche, certo. Un procuratore speciale nominato dal governo ha fatto i nomi di oltre 200 funzionari sospetti in un caso che, come pare inevitabile, sfocerà in un´imputazione. E poi i politici, naturalmente: gli elettori hanno espresso il loro sdegno nei confronti dell´Independence Party al governo da tempo allontanandolo dal potere nelle elezioni del 2009. Ma il desiderio di fare giustizia – e forse anche quello di vendicarsi – è forte e complesso e l´Islanda ha preso provvedimenti insoliti negli strani annali della crisi finanziaria mondiale: ha deciso di perseguire penalmente un personaggio politico, l´ex primo ministro Geir Haarde, perché il suo governo non è riuscito a scongiurare la catastrofe.

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(ANTTI AIMO-KOIVISTO/AFP/Getty Images)

– L’Islanda si processa per la bancarotta