• Cultura
  • giovedì 1 Settembre 2011

Ai cinesi piacciono i cani

Come animali domestici, però: e quindi hanno sempre meno voglia di mangiarli

Negli Stati Uniti la carne di cavallo è considerata sgradevole e mangiarla è una specie di tabù. Lo stesso accade in Italia con la cane di cani e gatti, che sono visti solo come animali domestici. Questi paesi guardano spesso in modo scandalizzato a culture che non hanno le stesse abitudini alimentari, come nel caso della Cina dove la carne di cane è considerata una prelibatezza. Negli ultimi tempi però le cose stanno cambiando. Saga McFarland racconta in un articolo per la CNN che molti cinesi hanno iniziato a considerare i cani come animali domestici, e quindi a mangiarli meno.

McFarland spiega che il nuovo atteggiamento dei cinesi verso i cani è particolarmente evidente in una città come Shenzen, che si trova nella provincia di Guandong (dove la carne di cane è consumata abitualmente). Passeggiando nella Piazza della gloria, una zona del centro frequentata dalla media borghesia di Shenzen, si incontrano numerose persone accompagnate da un cane, soprattutto di razze medie e grandi: barboncini, husky e labrador. Chen Yan, un veterinario che lavora a Shenzen, spiega che molte persone comprano un cane per ostentare la propria ricchezza, arrivando a spendere anche 50.000 yuan (quasi 8.000 dollari) per un mastino tibetano. Chen ha spiegato che circa il 75 per cento dei nove milioni di abitanti di Shenzen sono immigrati da altre zone della Cina, e che molti di loro scelgono di comprare un cane per avere compagnia e sentirsi meno soli. Negli ultimi tempi inoltre sempre più persone se lo possono permettere grazie alla maggiore prosperità economica.

Zhang Lin, che è cresciuta in una provincia rurale di Guandong e ora vive a Shenzen, ha raccontato che quando era piccola la sua famiglia aveva dei cani da guardia e ne macellava sempre qualcuno per festeggiare l’anno nuovo. Ora Zhang ha comprato un barboncino che si chiama Dou-dou e che definisce “la mia compagnia”. Un’altra ragazza, Pang Yan, racconta che tutti i cani del paesino in cui viveva da bambina, nello Sichuan, erano usati per fare la guardia nelle fattorie. Dopo essere arrivata a Shenzen per lavorare, Pang ha comprato un golden retriever che ha chiamato Shunliu e che ora dorme nel letto con lei: «Ora capisco che i cani hanno bisogno della compagnia dei loro amici e dei loro proprietari», ha spiegato. «Hanno anche bisogno dell’amore, delle cure e del rispetto dei loro padroni».

Il nuovo atteggiamento di molti cinesi verso i cani ha anche delle conseguenze sul piano alimentare. La carne di cane viene ancora mangiata abitualmente: a Shenzen ci sono molti ristoranti specializzati nel cucinare carne di cane e molte macellerie che continuano a venderla. Se si digita su un iPhone la parola gou, che significa cane, il sistema di scrittura intuitiva suggerisce subito la parola rou, che significa carne. Molte persone però, soprattutto quelli che possiedono un cane come animale domestico, hanno deciso di non mangiarla più e cercano di convincere amici e parenti a seguire il loro esempio. «Quando capisci davvero i cani non potresti mai mangiare la loro carne», sostiene Pang. «Non potresti essere così crudele con il tuo amico più fedele».

A Shenzen ci sono più di 120.000 cani trattati come animali domestici e il loro numero è in aumento. Lo stesso accade nel resto del paese e ci sono anche comunità che fanno resistenza e cercano di invertire questo processo. Nella città di Jinan, che si trova nella provincia di Shandong, è stata approvata una legge che impone ai residenti di ottenere il permesso dai loro vicini prima di ottenere una licenza per avere un cane. A febbraio Shanghai ha approvato una legge che concede un solo cane a famiglia e lo stesso hanno fatto Chengdu, Guangzhou e Pechino. Lo scorso luglio la città di Jiangmen, vicino a Shenzen, ha vietato il possesso di cani, ma ha dovuto ritirare la legge in seguito alle proteste dei proprietari di cani.

Foto di Elaine Kurtenbach/Ap Photo