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  • mercoledì 31 agosto 2011

I 20 anni di indipendenza del Kirghizistan

Le foto dell'ex paese sovietico alle prese con instabilità politica, corruzione e violenti scontri etnici

Oggi, mercoledì 31 agosto, il Kirghizistan festeggia 20 anni di indipendenza dall’Unione Sovietica, che sono stati segnati da numerosi scontri etnici e dalla deposizione di due presidenti accusati di essere autoritari e di aver truccato le elezioni. L’attuale capo del governo Roza Otunbayeva ha guidato la rivolta che il 6 aprile del 2010 ha deposto il presidente Kurmanbek Bakiyev. Otunbayeva si è dichiarata presidente ad interim e ha indetto nuove elezioni per il prossimo 30 ottobre nella speranza di garantire al paese stabilità e maggior democrazia.

Otunbayeva ha partecipato ai festeggiamenti per l’indipendenza che si sono tenuti oggi nella capitale Biškek: concerti, fuochi d’artificio, parate militari e l’inaugurazione nel centro della città di una statua del mitico condottiero kirghiso Manas. In quest’occasione ha parlato nuovamente delle elezioni del prossimo autunno invitando i cittadini a fare la scelta giusta.

Il Kirghizistan è un paese povero e afflitto dalla corruzione, dall’instabilità politica e da forti tensioni etniche tra i kirghisi al nord e gli uzbeki a sud. I kirghisi rappresentano circa il 70 per cento della popolazione mentre gli uzbeki sono circa il 15 per cento e sono concentrati nella zona meridionale del paese e nella città di Osh. Le tensioni tra le due etnie sono scoppiate negli anni Novanta a causa di rivalità nella distribuzione di terre e case e si sono ripresentate più volte negli ultimi 20 anni. Gli scontri più violenti risalgono al giugno del 2010 quando nelle città di Osh e Jalal-Abad morirono più di 2000 persone, soprattutto uzbeki.

Storicamente i kirghisi sono un popolo nomade o seminomade e ancora oggi molti di loro vivono nelle yurte – le tende tradizionali – spostandosi nelle vaste steppe e valli del paese, e si guadagnano da vivere allevando pecore, cavalli e yak. I legami con il nomadismo sono evidenti anche nella bandiera nazionale, che raffigura una yurta all’interno del sole. I giochi e gli sport tradizionali sono la corsa coi cavalli, il tiro con l’arco, la caccia con le aquile reali e il Kokboru, una variante del gioco asiatico Buzkashi in cui due squadre a cavallo si contendono la carcassa di una capra.

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