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  • sabato 27 Agosto 2011

L’avveniristico Parco Olimpico di Rio

Le immagini dell'ambizioso progetto per la costruzione delle strutture che ospiteranno i giochi in Brasile

Tra cinque anni Rio de Janeiro ospiterà le Olimpiadi e, rallentamento dell’economia permettendo, in Brasile si stanno dando da fare per costruire gli impianti e le aree di accoglienza che serviranno per i Giochi. L’organizzazione che si sta occupando di Rio 2016 ha annunciato la scorsa settimana il progetto vincitore per la costruzione dell’Olympic Park Urban Masterplan, la grande area che ospiterà il villaggio olimpico, una zona per giornalisti e media e altre infrastrutture in cui si terranno parte degli eventi sportivi.

Il progetto vincitore è del fornitore di servizi AECOM ed è particolarmente ambizioso. Gli edifici e le infrastrutture che saranno costruiti, dovranno infatti essere riconvertiti a Olimpiadi finite per costituire una risorsa per la città, e dare anche un senso agli enormi investimenti necessari per la loro costruzione. I dettagli definitivi saranno pubblicati nel corso dei prossimi mesi, tuttavia l’organizzazione di Rio 2016 ha pubblicato le prime elaborazioni grafiche che mostrano come sarà l’Olympic Park una volta completato.

L’elemento più evidente è la grande strada centrale ondulata, la “Via Olimpica”, che riprende i motivi e le decorazioni dei marciapiedi a onda con i mosaici in bianco e nero tipici di Rio de Janeiro. La strada renderà facilmente accessibili tutte le principali aree del parco, dal Vilaggio Olimpico a quello per i Media alle aree dove si terranno parte delle gare. A Olimpiadi finite, l’intera zona sarà rivista e modificata con la costruzione di nuove aree residenziali, uffici e il mantenimenti di alcune strutture sportive.

Alla gara per aggiudicarsi la costruzione dell’Olympic Park hanno partecipato 60 diversi studi di architetti e organizzazioni di 18 diversi paesi. Il progetto vincitore ha battuto i concorrenti non solo per l’impatto estetico, ma anche per lo studio dei particolari legati alla logistica e alla praticità degli spostamenti all’interno del Parco. Ora bisogna costruirlo, però.